Reem Alsalem, la Relatrice, considerando quanto sopra, raccomanda agli Stati membri e alle altre parti interessate di adottare tutte le misure necessarie per combattere e sradicare la pratica della maternità surrogata in tutte le sue forme.
Alle considerazioni esposte nel Rapporto vanno aggiunte quelle relative al diritto alla salute di tutti i soggetti coinvolti nella barbara pratica dell'utero in affitto.
Le donne che "donano" (in realtà vendono) gli ovuli rischiano la sindrome da iperstimolazione ovarica che può essere anche mortale e una serie infinita di effetti collaterali e avversi del bombardamento ormonale cui sono sottoposte.
Le donne che ricevono l'impianto dell'embrione in grembo, le madri surrogate, sono anch'esse sottoposte a bombardamento ormonale per permettere l'impianto (che è difficile. Quando l'impianto riesce si trovano di fronte a una gravidanza e un parto molto più rischiosi della norma (come del resto tutte le donne che si sottopongono a fecondazione artificiale e specialmente a quella eterologa).
I bambini risultanti rischiano tutte le patologie che possono colpire i bambini assemblati in provetta, privati del cross talk con la madre) e in più sono soggetti a massicce scariche di cortisolo del corpo materno - che sa che quel bambino non è suo - con ripercussioni anche gravi sul suo sistema nervoso.
Alla luce di tutto questo, ci auguriamo che le raccomandazioni della Alsalem siano davvero prese in considerazione dagli Stati membri dell'Onu, soprattutto da quei Governi e da quei politici che non fanno altro che "lottare contro il patriarcato" e i "femminicidi".