L’ONU decide di… cancellare le donne!

L’agenzia delle Nazioni Unite per le donne ha annunciato a fine luglio che non si concentrerà più sui diritti delle donne, ma piuttosto sull’uguaglianza di “;tutti i sessi”  (LGBTQIA+).

L’annuncio è arrivato a un evento delle Nazioni Unite chiamato “;Diversità di genere oltre i binari”. Riprova che anche stavolta le Nazioni Unite stanno deragliando.

Il direttore esecutivo delle Nazioni Unite  per le donne Mfuzile Mlambo-Ngcuka ha dichiarato: «Non possiamo lasciare nessuno indietro senza voler includere gli LBGQTI +», definiti dalla moderatrice del panel Imara Jones come  lesbiche, bisessuali, gay, transessuali, incerti o queer, intersessuali, sessuali, di genere non conforme, non binari e “;l’intera gamma delle diversità di genere esistenti”.

Mlambo-Ngcuka, che riveste il ruolo anche di Sottosegretario generale delle Nazioni Unite, ha affermato che “;l’orientamento sessuale e l’identità di genere” sono valori fondamentali degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, segnalando che miliardi di aiuti destinati alle donne potrebbero essere reindirizzati se anche le altre agenzie delle Nazioni Unite si impegneranno a ridefinire l’obiettivo concordato a livello internazionale di “;uguaglianza di genere”, includendo non tanto le donne ma gli LGTBQ+. Mlambo-Ngcuka dimostra il proprio impegno in questa direzione quotidianamente, “ogni giorno” perché ciò che costituisce il rispetto dei “;diritti umani e libertà fondamentali”. Tuttavia, al momento, gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno respinto l’affermazione secondo cui “;l’orientamento sessuale e l’identità di genere” fanno parte di qualsiasi obbligo del trattato ai sensi del diritto internazionale. La stessa Mlambo-Ngcuka ha ammesso la mancanza di supporto da parte dell’Assemblea Generale, ma ha detto che la sua agenzia spingerà fino a quando “;l’uguaglianza di tutti i sessi diventerà la norma”, un impegno che impone all’ONU di “ribaltare le leggi delle settanta nazioni che ancora sanzionano il sesso omosessuale”.

Victor Madrigal-Borloz, che è appena stato rieletto nel suo mandato come rappresentante speciale delle Nazioni Unite per l’orientamento sessuale e l’identità di genere, ha affermato che “;non ci sono limiti” all’ordine del giorno. Ha notato questo attivismo per la promozione dei diritti LGBTIQ+ proviene e si concretizza attraverso la procedura di “Revisione periodica universale”, l’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani e da mandati speciali come il suo.

Anche il Rappresentante permanente argentino presso le Nazioni Unite ha affermato che un’educazione sessuale completa è essenziale per garantire che “;i bambini comprendano la diversità di genere fin dalla giovane età”. L’ambasciatore presiede il gruppo delle Nazioni Unite di paesi che promuovono l’ideologia LGBTIQ + presso le Nazioni Unite e nei Paesi sani . Mlambo-Ngcuka nelle sua conclusioni ha ribadito l’impegno a tutti i livelli delle Nazioni Unite, ribadendo le donne delle Nazioni Unite lavoreranno con le forze dell’ordine e della magistratura per “;sostenere i diritti” e sostenere anche il settore privato in modo che “;diventino credenti”.

Ci danno dei complottisti perché abbiamo ancora l’ardire di evidenziare i fatti, ma quando l’impegno per le donne viene cancellato dalle stesse donne che ne hanno la responsabilità in ragione di una ideologia, di un ‘credo’ assoluto, embè non possiamo che protestare e indignarci.

Luca Volonté

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