22/11/2012

Legge 40, De Lillo (Pdl): governo presenti ricorso a Corte Giustizia

Pubblichiamo l’interrogazione posta dal Sen. De Lillo al Ministro della Salute, perché risponda alla Corte europea dei diritti dell’uomo che questa estate ha condannato l’Italia sul divieto della diagnosi genetica preimpianto contenuta nella legge 19 febbraio 2004, n. 40. Il Ministro stesso, infatti, aveva affermato a mezzo stampa che il Governo avrebbe dovuto opporsi, ricorrendo, all’erronea valutazione da parte della Corte europea, tenuto conto anche delle sentenze della Corte costituzionale italiana. L’atto del Sen. De Lillo riassume chiaramente l’irter della vicenda e le implicazioni giuridiche e morali della stessa.

“Ho presentato in commissione Sanità un’interrogazione urgente al ministro Balduzzi, affinché chiarisca in Senato sull’eventuale decisione del governo di ricorrere entro il 27 novembre contro la sentenza di primo grado della Corte europea dei diritti dell’uomo riguardante la legge 40”. Lo ha dichiarato il senatore del Pdl Stefano De Lillo. “Infatti – ha aggiunto De Lillo – sono convinto che si tratti di un atto dovuto da parte del nostro governo, per sostenere una legge votata da un referendum e che soprattutto è riuscita a mettere ordine in un settore che altrimenti sarebbe stato abbandonato a se stesso ed a una pericolosa autonomia. E’ bene ricordare che la legge 40 pone al centro la tutela della vita fin dal concepimento e la sentenza della Corte europea ha compiuto una vera e propria forzatura, capovolgendone il significato. Inoltre a rendere ancora più debole la sentenza ci sono almeno due elementi: da un lato il fatto che il ricorso sia stato presentato da due coppie non sterili e dall’altro che la sentenza ha decretato una divergenza tra la stessa legge 40 e quella 194 riguardante l’aborto. Una divergenza che nei fatti non esiste. Per questo è essenziale un intervento del governo, affinché si ponga un freno a possibili derive eugenetiche, che – conclude il senatore Pdl – porterebbero all’aberrazione di selezionare ed uccidere gli embrioni”.

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Fonte: Il Velino

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