03/10/2021

Legalizzare la cannabis è normalizzare la devianza

Come cittadino, pedagogista e cristiano non posso tacere difronte alla campagna della morte che va ora in onda per la racconta firme avente come scopo quello di legalizzare l'uso e la detenzione della cannabis.
Dal punto di visto sociale qualora questa sostanza fosse legalizzata il pericolo maggiore è quello di ritenere “tale droga” come una sostanza facilmente consumabile, accessibile e da questo punto di vista un oggetto comune e di svago e in tal modo arrivi non solo a rendere più accettabile socialmente l'uso delle droghe pesanti ma anche di facile reperimento, abituando la gente a farne sempre più un uso maggiore, quasi che essa stessa fosse la soluzione a tanti problemi personali e non invece una miccia per la creazione di tantissimi altri errori.
Dal punto di vista pedagogico quindi se un ragazzo a casa ha tre piantine di cannabis, i suoi vicini e i compagni consumano droghe pesanti e a scuola si parla che è consentito drogarsi per legge, non pensate sia per lui più semplice e veloce provare a “farsi” alla minima crisi adolescenziale?.
Fino a quando tutte le droghe sono illegali e tenute il più lontano possibile dai giovani essi quanto meno avranno più difficoltà ad accedere a questo mondo di piaceri artificiali mangia cervello e avranno un giustificato timore per farne uso.
I dati scientifici mostrano chiaramente come i ragazzi iniziano a drogarsi per mascherare  problemi personali, disagi o in genere per fuggire in qualche modo folle dal mondo; quindi in una società dove la moralità, la famiglia e i valori sterilizzano i rapporti familiari e affettivi e tutto sembra egoistico e ambiguo lo “Stato” non dovrebbe invece di incentivare i comportamenti autodistruttivi dei cittadini, provare a risanare il disagio giovanile, arginare la povertà e mediare nelle famiglie distrutte, ricucendo così i motivi per cui l'individuo possa rifugiarsi in un mondo senza speranza, uscita né amore?.
La serenità non può trovarsi in una pozione magica ma nell'attenta maturazione e ricomposizione pedagogica della persona (anima e corpo) e nella capacità di affrontare le crisi evolutive della psiche non accedendo in modo facile ad una sostanza psicotropa capace invece di cristallizzare l'emotività dentro dinamiche infantili se non, perverse e immature.
I ragazzi hanno bisogno di modelli positivi, di identità mature, di famiglie dove un padre e una madre siano ancora capaci di amarsi e di amare, di valori profondi e antichi capaci di fronteggiare le sfide della modernità dei consumi senza paura ma sappiamo, basta guardarci attorno per rendersene conto, di come lo Stato dall'unità d'Italia, alle unità europee in poi non ha avuto il benché minimo interesse nella difesa della dignità morale, umana e cristiana della società, basti pensare alle ultime mode della gender theory e al conseguente dispregio della millenaria identità cristiana all'aborto, considerato da famosi medici abortisti una soluzione più semplice del parto quanto invece esso è vero distruttore di anima e corpo, e adesso nuova frontiera del progresso masso-satanista la legalizzazione della cannabis primo step per la liberalizzazione di ogni droga e per il maggiore decadimento deviante dei costumi!. 
Spero e mi auguro presto in un risveglio umano perciò spirituale, nella speranza che gli uomini di domani possano non bastarsi le effimere soddisfazioni artificiali terra terra piene di veleno e morte ma siano capaci di realizzare un ambiente attento alla vita e siano capaci di costruire identità umane complete e alla ricerca della Verità.
 
Antonino Ferina 
pedagogista ed educatore professionale
 
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