20/11/2021 di Maria Rachele Ruiu

L’Abruzzo sia d’esempio: dare dignità ai bimbi non nati. Ai nostri figli

Pubblichiamo di seguito il saluto che Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo di Pro Vita & Famiglia, ha indirizzato alla conferenza stampa che si è tenuta ieri, in Abruzzo, sul tema della proposta di legge regionale sulla sepoltura per i bimbi non nati.




Sono molto grata a FDI per l’iniziativa della legge di cui si sta discutendo e vi chiedo a nome della mia associazione certamente, ma anche a nome mio personale, di Maria Rachele, mamma di una bimba morta nel mio grembo che ha vissuto un odissea per poterla seppellire, di continuare a combattere questa battaglia. Le donne, le mamme di figli morti hanno diritto di avere un luogo dove poter seppellire il proprio figlio, dove poter piangere il loro dolore. Il loro, il mio dolore, il nostro dolore ha diritto di essere riconosciuto. Ha diritto di cittadinanza anche se disturba l’ideologia del momento.

Quanta acqua avvelenata abbiamo bevuto tutti!

La violenza della ideologia è così cieca e cinica fino ad asfaltare il dolore più intimo e acuto di una mamma. La perdita del proprio figlio. Che era. Che è.

Una consigliera regionale proprio qualche giorno fa rispondeva con acidità sul suo profilo fb alla mia testimonianza.

È pericolosissimo per questa ideologia che qualcuno voglia seppellire il proprio figlio. Per questo non sarà semplice e il nostro grido di dolore sarà silenziato da bugie, insulti, etichette, pur di non ascoltarlo.

Io ho potuto celebrare il funerale a Sara, ma perché sono una capocciona, perché sono nel direttivo di un’associazione che si occupa anche di questo, quindi conoscevo la legge, conoscevo i miei diritti, avevo contatti con l’avvocato Ferri che mi ha potuto accompagnare, e con lui ho potuto insistere perché fossero riconosciuti.

Che fatica ottenere quei fogli che mi erano dovuti, che fatica fare giri a vuoto con il grembo, quello sì vuoto ma pesante. Che sconforto trovare allo sportello della Asl un cretino patentato che ha buttato i miei fogli sul suo tavolo e ridendo mi ha detto "e con questo cosa vorresti ottenere?" Solo Dio sa perché non gli ho, perdonate se non sono politicamente corretta, distrutto l'ufficio come da primordiale istinto e gli ho risposto "Seppellire mia figlia, morta". E’ stato provvidenziale che sia arrivato un suo collega a portarmi un foglio, ma soprattutto a togliermelo da davanti. Il giorno del funerale un dipendente dell’ospedale, non conoscendo la pratica voleva rimandare dietro Emiliano, e non lasciarmi mia figlia per il funerale: “forse lunedì”. Ma vi rendete conto?

Ecco, da quando ho fatto il funerale di Sara, e l'ho detto pubblicamente, sono tantissime le mamme che mi hanno contattato per dirmi che a loro nessuno aveva detto che avrebbero potuto farlo. Voglio essere chiara: anche mamme a favore dell’aborto.

Nessuno ha detto loro che il figlio avrebbero potuto seppellirlo anziché farlo finire tra i rifiuti ospedalieri.

Ad una mamma hanno detto la bugia che se lo avesse partorito a casa non avrebbe potuto seppellirlo. Alcune mamme hanno chiesto e hanno visto rifiutata la loro richiesta perché fatta a voce. Un’altra ancora   ha partorito due gemelline morte alla 23esima settimana e le hanno rifiutato l’abbraccio, e ha scoperto solo ora che sono seppellite e nessuno le sa dire dove. Dolore che si aggiunge ad un dolore già scarnificante.

Quando scopri che non c'è più battito, ti spiegano subito cosa accadrà, ti prospettano le possibilità, come espellerlo, quando, se vuoi aspettare, se ti devi sbrigare, a casa, in ospedale, al pronto soccorso, a metà. Quando vai in ospedale ti fanno firmare pagine e pagine di consenso informato.

Io mi batterò perché nel counselling e nel consenso informato si chieda sempre alle mamme se vogliono il corpicino del loro figlio per poterlo seppellire. Per avere un luogo dove andare a piangere.
E sarò sincera: non me ne frega nulla se questo può urtare la ginecologa di turno. L’ideologa di turno. Quelli sono nostri figli!

Io mi batterò perché nessun altra mamma debba passare l'umiliazione che ho vissuto io dentro quell'Asl.  Perché nessuna mamma possa più venire da me e dire: "se lo avessi saputo... Mio figlio è finito nei rifiuti" con gli occhi gonfi di lacrime e il cuore turbato. Perchè nessuna mamma debba chiedere un avvocato per farsi dire dove sono seppellite le sue figlie. Perché a nessuna mamma venga aggiunto dolore ad un dolore già immenso.

Perché la prassi per ottenere i documenti di seppellimento sia conosciuta da tutti, chiara, veloce, e magari, lo sforzo di reperire i documenti, a carico dell'ospedale.

Ed oggi so che voi siete accanto a me.

Permettetemi di salutarvi rivolgendomi alle mamme che hanno perduto i loro figli.

Care mamme e papà, che avete questo dolore nel cuore.

Non so se siete riusciti a seppellire o meno i vostri figli, ma sono certa di una cosa, la più importante: Sara e tutti  i nostri figli ci proteggono,  ci ascoltano, intercedono per noi, Santi tra i Santi. Abbiamo carne della nostra carne nel Cielo, e in attesa, ma senza fretta perché l'eternità non ha fretta!, che arrivi il nostro momento: ci verranno incontro festosi per accoglierci in Cielo. "Mamma, papà, vi aspettavamo!". Tutti i nostri figli, anche quelli della mamme ingannate dalla grande fregatura dell'aborto procurato, ci aspettano festosi!

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