06/06/2019

L’aborto divide gli americani come nessun altro argomento

L’aborto divide gli americani come nessun altro argomento oggi. Non lo dicono i partiti politici, non lo afferma Trump né la rediviva Clinton. È Bloomberg ad aver avuto il coraggio di pubblicare giorni orsono l’ultima indagine sui temi che creano controversie nel popolo americano, l’ultima serie dei fortunati e significativi sondaggi della Gallup sui Valori e Credenze negli Usa, fatto su un campione di 1000 americani.

Quest’anno l’indagine si è concentrata su ventuno argomenti cercando di identificare i temi più divisivi, in termini di valori, nel popolo statunitense. Unico vero difetto della ricerca è la scelta degli intervistati, il 73% si è dichiarato liberale o democratico, il 23% conservatore o repubblicano, un altro 4% non ha voluto dichiarare i valori di riferimento. I risultati sono molto interessanti: il 50% in più dei liberals americani è ben più a favore di aborto di quanto non lo siano i conservatori, e dal 30 al 40% in più sostengono il suicidio assistito, le relazioni gay e lesbiche, la ricerca sulle cellule staminali, l’uso di oppiacei, la pornografia, il sesso tra teenagers. Il gap tra gli americani liberali e conservatori si chiude, aumenta cioè la coincidenza di vedute, sul controllo delle nascite (avranno idee diverse sul metodo), sulla clonazione umana, la poligamia e l’alcolismo.

Il sondaggio ha rilevato che solo tre questioni sono considerate moralmente accettabili dalla maggioranza dei conservatori ma da meno della metà dei liberali: la pena di morte, l’acquisto e l’uso di vestiti fatti di pellicce di origine animale e test medici sugli animali. E sette sono considerati accettabili dai liberali ma non conservatori: sesso tra ragazzi, avere figli fuori del matrimonio, pornografia, marijuana, suicidio assistito, relazioni omosex e aborto. Mentre Gallup ha rilevato come nel corso degli anni gli americani tendono ad assumere comportamenti sempre più liberali, l’aborto è uno dei pochi temi che non ha mostrato quasi nessun cambiamento nel tempo, un tema che divide da sempre.

Non poteva essere che così, temiamo che la spaccatura si allarghi ancor più e la forbice della liberalizzazione dell’aborto superi l’estremo dell’infanticidio, come abbiamo già fatto notare con le recenti leggi approvate a New York. Anche se le opinioni degli americani sulla moralità della maggior parte delle questioni misurate sono rimaste relativamente stabili rispetto allo scorso anno, ci sono stati diversi cambiamenti notevoli. Per esempio, la percentuale di americani che dicono che comprare e indossare indumenti di pelliccia animale sia moralmente accettabile è scesa di sette punti dallo scorso anno. Le opinioni degli americani secondo cui il divorzio sia moralmente accettabile sono aumentate di 10 punti dal 2012, oggi è al 77% e il grado di accettazione più alto che si sia mai registrato nelle indagini sociali di Gallup dal suo inizio.

C’è poco da stare allegri, ci sono molti elementi per capire la furiosa battaglia che i mass media e le starlette americane stanno facendo a favore dell’aborto e l’abbandono delle pellicce animali. Già, poveri cuccioli di ermellino o giraffa, di tigre o visone… negli Usa una parte, speriamo sempre più minoritaria, guarda alla tutela animale ma non certo a quella umana, cuccioli di lontra e non d’uomo. Ci chiediamo, senza alcuna polemica, perché invece di agghindarsi in abiti firmati e camminare con due gambe, coerentemente non iniziano a muoversi nudi a carponi?

Molte critiche si potrebbero muovere al sondaggio/ricerca di Gallup, per esempio, perché chiedere il sostegno verso l’aborto e non invece, più correttamente il consenso personale verso la vita nascente del concepito? Anche questo porre le domande è sintomo di una ‘animalità’ dilagante in un certo mondo sinistro che si definisce ‘liberale’.

Luca Volontè

Fonte: Bloomberg

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