04/11/2016

La vita prima di tutto: ecco perché non voterò la Clinton

Il diritto alla vita è una questione imprescindibile nelle elezioni americane. L’8 novembre gli Stati Uniti decideranno chi sarà il nuovo inquilino della Casa Bianca. Saranno chiamati a scegliere tra il repubblicano Donald Trump e la democratica Hillary Clinton.

Poiché i mass media italiani sono tutti schierati per la Clinton, che sappiamo essere una convinta abortista, nonché sostenitrice dell’ideologia Lgbt, abbiamo voluto parlare con una giovane moglie e mamma americana, Brooke Joiner, che vive da alcuni anni nel nostro Paese. Una ragazza comune, che certo non appartiene ai circoli liberal e progressisti che controllano l’informazione.

– Ciao Brooke. Quando vai a votare cosa ti spinge a scegliere un candidato piuttosto che un altro? Quali sono i temi più importanti per te? E perché?
Per me la posizione di un candidato a favore o contro l’aborto è il fattore decisivo, il più importante. Ciò è ancora più vero in queste elezioni. Donald Trump infatti si è impegnato a nominare giudici pro-life alla Corte Suprema (attualmente c’è un posto vacante ma molto probabilmente nei prossimi 4-8 anni ve ne saranno altri tre), spingendosi a fornire una lista di venti nomi tra cui scegliere. Si tratta di una questione fondamentale: la Corte Suprema degli Stati Uniti è l’unico istituto in grado di rovesciare la sentenza Roe v. Wade. Abbiamo quindi la possibilità di intervenire sulle leggi abortiste per i prossimi anni.

– In Italia e nel mondo si dipinge Hillary Clinton come la favorita e l’unica candidata accettabile. È considerata la paladina dei diritti delle donne e dei diritti delle minoranze (come gli omosessuali). Cosa ne pensi? Cosa puoi dire ai nostri Lettori?
Tralasciando il fatto che Hillary Clinton è una bugiarda e una criminale – e vi sono innumerevoli fatti ed episodi che lo dimostrano – mi soffermo solo su due punti. L’Arabia Saudita ha dato 25 milioni di dollari per la sua campagna elettorale e sappiamo bene che in quel Paese l’omosessualità è un crimine punibile con la morte. Come può la Clinton ergersi a paladina dei diritti della comunità Lgbt? Senza considerare poi come vengono trattate le donne dal regime saudita... Eppure la candidata democratica dice di stare dalla parte delle minoranze e delle donne. Hillary Clinton ha poi stretti legami con Planned Parenthood, il più grande fornitore di aborto degli Stati Uniti, che uccide più di 300.000 bambini all’anno, commettendo circa un terzo degli aborti nel nostro Paese. Ebbene, Planned Parenthood ha ufficialmente sostenuto Hillary (cosa che non era mai accaduta nelle precedenti elezioni), la quale ovviamente ricambia il favore, tanto da essersi impegnata a difendere la multinazionale abortista. Nell’ultimo dibattito elettorale ha rifiutato di denunciare la pratica dell’aborto a nascita parziale, e ha sempre sostenuto che il bambino, sino alla nascita, non può godere di alcun diritto. Tutto ciò sta a dimostrare che delle donne non le importa proprio nulla. L’aborto fa male, ferisce e uccide le donne, privandole dei loro figli. Ma la Clinton quel che conta è solo il business.

– Nei dibattiti politici degli Stati Uniti si parla molto di temi etici come l’aborto e il “matrimonio” gay. Da noi è un po’ diverso. Come americana che vive in Italia che impressione hai del nostro Paese riguardo questi temi?
In effetti in Italia la discussione sull’aborto è certamente meno vivace. Forse perché qui l’aborto è legale solo fino alla dodicesima settimana di gravidanza, mentre negli Stati Uniti è permesso fino alla data di nascita. Altro motivo per cui in Italia non se ne parla molto forse è perché è finanziato dallo Stato (dunque dai cittadini, senza che se ne rendano conto) e dunque il governo cerca di tenerlo nascosto E censura chi ha punti di vista radicalmente diversi. Quindi, in definitiva, il tema dell’aborto è praticamente assente dal dibattito politico e si fa di tutto perché la gente non ci pensi.
Riguardo al “matrimonio” gay, la maggior parte delle persone che incontro sembra indifferente. Del resto, i media americani (controllati dalla lobby Lgbt e dalla Convenzione Democratica Nazionale, come provano le email intercettate) tengono sotto sorveglianza anche quelli italiani. E a parte gli argomenti rigurgitati dalla sinistra, nessuno sembra comprendere le conseguenze della ridefinizione del matrimonio. Più vivo in Italia, più penso che questo non sia un caso. Volutamente cercano di tenere la gente nell’indifferenza e all’oscuro, in modo da agire più liberamente.

Federico Catani


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