19/02/2021 di Manuela Antonacci

La storia che dimostra come far gareggiare i trans sia discriminatorio per le donne

Parteciparvi pare sia stato facile e dall’esito abbastanza prevedibile, parola di Ó Laoghaire, un ragazzone irlandese, alto quasi due metri, che ha preteso di iscriversi ad una gara di corsa, facendosi inserire nella categoria femminile, pur essendo palesemente maschio. Gli sarebbe infatti bastato dichiarare semplicemente a voce, al momento dell’iscrizione, di sentirsi donna e nessuno degli organizzatori avrebbe fiatato.

Ma non siamo di fronte alla solita rivendicazione del trasgender di turno, impegnato a fa valere i suoi presunti diritti, ma ad una vera e propria sfida, sia al politicamente corretto, sia alle balle ideologiche dell’ideologia gender. Come ha dichiarato O’ Laoghaire infatti, per partecipare alla gara, nella categoria femminile, ha dovuto affrontare solo dei banali passaggi online: “Mi sono registrato online e ho cliccato su una casella dicendo che ero una donna. Quando sono venuto a ritirare il mio numero di gara al Trinity Sports Center, la signora mi ha detto: ‘Quindi sei maschio?’, modificando il mio questionario. In un tono leggermente adirato, ho detto: ‘No, sono femmina’, e questo ha risolto la questione”. ‘Non credo volessero rischiare di innervosire i progressisti che frequentano il college’, ha affermato ironico.

Ed ecco smascherata, in men che non si dica, l’infondatezza dell’ideologia gender che non affonda le radici né nella biologia, né tantomeno nella scienza, ma che semplicemente poggia sulla base arbitraria dell’“autopercezione” del soggetto che pretende, a sua volta, di essere riconosciuta in un’oggettività che non sussiste e che, pertanto, spesso genera soprusi,  proprio ai danni delle donne.

Tuttavia, il merito di questa sorta di sfida al gender, non va solo ad Óg Ó Laoghaire. L’audace ragazzo ha dichiarato, infatti, di aver preso a sua volta le mosse da un rapper, nome d’arte Zuby, che ha battuto un record di sollevamento pesi femminile per dimostrare l’ingiusto vantaggio di cui godono gli atleti transgender di sesso maschile che pretendono di partecipare alle competizioni riservate alle categorie femminili. “La mia ispirazione principale era Zuby, che ha distrutto il record di sollevamento pesi delle donne britanniche”, ha detto Con “volevo sottolineare l’assurdità di tutto questo”. E pare, che in modo, lapalissiano, anzi, sfacciato, ci sia proprio riuscito.

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