09/06/2018

La dipendenza dal cellulare ci fa meno uomini

Tra il 4 e l’8 giugno si è svolta la Worldwide Developers Conference della Apple a San Jose, spiega un articolo di Tempi, durante la quale uno dei temi posto sul tavolo dalla compagnia è stato l’«uso responsabile» della tecnologia nei nuovi aggiornamenti di iOS 12, il sistema operativo degli iPhone e degli iPad.

Un’iniziativa, dunque, volta a contrastare la sempre più diffusa dipendenza dai cellulari, tanto nei giovani, quanto nei meno giovani. Come? Con «una serie di strumenti per monitorare ore e minuti passati a usare lo smartphone e le sue applicazioni». Lo stesso faranno anche Google e Instagram, che inseriranno un contatore del tempo.

Esistono già svariate applicazioni per cellulari che consentono di controllare il nostro tempo, talvolta magari invitandoci a lasciare il telefono per alcune ore, mandandolo in stand by, per indurci a cercare altri passatempi non virtuali, o, talvolta, consigliandoci attività alternative all’uso continuo del mezzo elettronico.

Ma non è forse questo un circolo vizioso? Come potrebbe lo stesso oggetto della nostra dipendenza esserne anche la cura? Come si può guarire dalla dipendenza dal cellulare obbedendo ai suoi comandi? Facendo sì che sia un’applicazione a sostituirsi alla nostra coscienza, suggerendoci cosa sia meglio fare o non fare? Non è forse, questo, un modo per dare al telefono ancora più potere di quanto già ne abbia ora?

Dobbiamo allenarci e allenare i nostri figli a combattere tutte le dipendenze, fin fa piccoli: dal cellulare, ai videogiochi, dal fumo e l’alcol, alla droga e alla  pornografia (che, come abbiamo spiegato più volte, sgretola nell’uomo il dominio di sé), l’autocontrollo cede il posto alla ricerca di un piacere effimero e inconsistente che schiavizza l’uomo, spesso non più in grado di rinunciarvi.

Il cellulare, dunque, è fatto per l’uomo, non l’uomo per il cellulare. E per quanto possa essere uno strumento utile, non può essere certo il telefono stesso a salvare un uomo dalla dipendenza. Lo sarà, piuttosto, un mondo di relazioni sane, reali e non virtuali.

Redazione

P.s. Intanto giunge dalla Francia una notizia che merita attenzione: l’Assemblea Nazionale francese ha votato una proposta di legge che vieta l’uso del cellulare nelle scuole elementari e medie. La legge sarà attiva a partire dal prossimo anno scolastico (fonte: Ansa).

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