06/12/2021

La censura sulle riviste scientifiche contro la salute delle donne

David Fergusson è un ricercatore pro-aborto il cui studio del 2006 ha rilevato un tasso più elevato di depressione e altri problemi di salute mentale tra le donne post-aborto. Lo studio ha rivelato che il 42% delle donne che avevano subito aborti nei quattro anni precedenti soffriva di depressione con un tasso più del doppio di quello delle donne che non avevano abortito e di quelle che avevano partorito.
 
Lo studio ha anche riscontrato tassi più elevati di abuso di sostanze, ansia e comportamento suicidario nelle donne che hanno subito aborti.
Secondo  un articolo del New Zealand Herald, Fergusson è personalmente "pro choice", ma  la sua ultima ricerca - che suggerisce un forte legame tra aborto e malattia mentale - potrebbe essere usata  dalla causa prolife.
 
E infatti,  molte delle riviste mediche a cui si è rivolto si sono rifiutate di pubblicare lo studio. Ha tentato su quattro riviste, il che è molto insolito per lui - normalmente accettato al primo tentativo. Ciò rende chiaro che la comunità scientifica e medica è prevenuta contro la ricerca che mostra i rischi dell'aborto.
Fergusson ha affermato che è "scientificamente irresponsabile" non pubblicare lo studio: «È scandaloso che una procedura chirurgica eseguita su più di una donna su 10 [in Nuova Zelanda] sia stata così poco studiata e valutata, visti i dibattiti sulle conseguenze psicologiche dell'aborto».
 
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