29/08/2018

La cannabis fa invecchiare il cervello. Un nuovo studio

“Cannabis libera” è uno di quegli slogan attraverso cui si vuole far passare l’idea che tale sostanza stupefacente sia “leggera” e, quindi, non dannosa. Uno dei «maggiori studi di neuroimaging mai effettuati», come lo definisce un articolo dell’Ansa, smentisce questa concezione, affermando che «abitudini come l’uso di cannabis e di alcol fanno invecchiare prematuramente il cervello».

Realizzato analizzando le scansioni cerebrali di ben 31.227 persone, lo studio ha utilizzato il flusso del sangue che arriva al cervello, perché i micro-vasi, che da esso sono attraversati, consentono di preannunciare ed identificare una “età stimata del cervello”.

«Ne è emerso che l’invecchiamento cerebrale era legato alla modificazione del flusso sanguigno e consumare cannabis era associato in media a 2,8 anni di invecchiamento prematuro».

Lo studio è stato pubblicato sul Journal od Alzheimer’s Disease dall’autore, Daniel G. Amen, che ha affermato: «la scoperta dell’abuso di cannabis è stata particolarmente importante, poiché la nostra cultura sta iniziando a vedere la marijuana come una sostanza innocua. I nostri risultati, invece, invitano a un ripensamento del suo effetto sul cervello».

E dice bene. Non si tratta affatto di una sostanza innocua, “leggera”, ma di una droga che, come abbiamo più volte ripetuto, danneggia i neuroni e crea dipendenza. Abbiamo ricordato che, pur avendo una bassa percentuale di THC (ma comunque molto maggiore rispetto a pochi decenni fa), come ama sottolineare chi ne brama la massima diffusione, ha un’alta quantità di cannibidiolo, sostanza farmacologicamente attiva. Per non parlare dei rischi di psicosi, apatia, schizofrenia e attacchi di panico.

Ebbene, con questa nuova ricerca abbiamo un motivo in più per concordare con il Consiglio Superiore della Sanità sul fatto che la cannabis faccia male alla salute e che tale affermazione non sia “esagerata”, come invece ha affermato il neo-ministro della salute Giulia Grillo.

Di tutt’altro avviso, invece, si è mostrato il ministro della famiglia, Lorenzo Fontana, il quale si è espresso al riguardo in questi termini: «Mi riconosco nella formula della “tolleranza zero”. E non liberalizzerò la cannabis. Penso ai genitori: non credo vorrebbero che i loro figli fumino».

Essendo pro vita e tenendo, quindi, alla vita di tutti, anche noi ci siamo preoccupati di parlare dell’argomento, raccogliendo studi e testimonianze nella nostra rivista cartacea mensile di Novembre 2016, intitolata: Legalizzare la droga leggera? Cannabis: una fogna terminale spacciata per diritto.

Luca Scalise

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info