10/11/2017

La Buona Notizia #800 – Brasile pro vita

La Buona Notizia di oggi ce la scrive l’ANSA e viene dal Brasile, che si rivela – nonostante le criticità e le contraddizioni che lo contraddistinguono – uno stato in cui evidentemente si riconosce il valore della vita nascente.

«In arrivo regole ancora più stringenti per l’aborto in Brasile, Paese in cui l’interruzione di gravidanza (salvo pochissime eccezioni) è già illegale.
Una commissione speciale della Camera dei deputati ha approvato per 18 voti a 1 una proposta di modifica della Costituzione che prevede il riconoscimento del diritto alla vita sin dal concepimento.
Attualmente l’aborto in Brasile è ammesso solo in caso di rischio di morte per la gestante e di gravidanza risultante da stupro».

Anche se gli opinionisti alla moda non vogliono riconoscerlo, questo tipo di legislazioni sono veramente “femministe”: i dati dimostrano che la mortalità materna è minore dove l’aborto è illegale, perché l’aborto fa male – e moltissimo – anche alle madri.

E comunque, se uno Stato riconosce il diritto alla vita fin dal concepimento, non fa altro che dare un’applicazione sostanziale e concreta al principio di uguaglianza riconoscendo pari dignità – e quindi pari diritti fondamentali – a tutti gli esseri umani a prescindere dall’età.

Cosa che non fanno i Paesi “campioni di democrazia” dove l’aborto è legale, cioè dove non si riconosce il diritto alla vita ai bambini piccoli piccoli.

Redazione

 


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