24/07/2019

Irlanda del Nord: legalizzato aborto, amarezza di vescovi e pro life

I vescovi nordirlandesi hanno espresso il loro sconcerto per la legalizzazione dell’aborto e del matrimonio omosessuale nella loro regione. L’Irlanda del Nord è infatti soggetta ad autonomia legislativa da Londra limitatamente ad una serie di materie – includenti principi non negoziabili e diritti civili – inserite nella devolution. Con l’approvazione dell’Executive Formation da parte della Camera dei Lord, tuttavia, tali materie diventeranno vigenti anche in Irlanda del Nord.

«Assieme a migliaia di altre persone che hanno espresso la loro preoccupazione nei giorni scorsi, desideriamo esprimere il nostro allarme per il modo in cui il Parlamento di Westminster ha utilizzato la legge sull’Irlanda del Nord (Executive Formation) per accelerare il passo su una norma che avrà un impatto devastante sulla vita dei bambini non nati», dichiarano i vescovi in una nota.

«Il diritto alla vita e all’amore sia per una madre che per il suo bambino non nato è così importante per il bene comune di ogni società che i cittadini meritano la piena partecipazione al dibattito democratico sulla legislazione che lo governa – proseguono i presuli – Questo vale anche per le decisioni riguardanti la natura del matrimonio».

Secondo i vescovi nordirlandesi, «quello che sta accadendo a Westminster in questi giorni mina in modo avventato» il diritto alla vita e «il principio di devoluzione al centro dell’Accordo del Venerdì Santo», pertanto, quanto votato in Parlamento, «dovrebbe essere motivo di grave allarme per ogni cittadino dell’Irlanda del Nord e per tutti coloro che considerano il diritto alla vita come il più importante di tutti i diritti umani».

I presuli rivolgono dunque un appello alla premier dimissionaria, Theresa May, e al governo, affinché rimedino a questa sopraffazione giuridica sull’Irlanda del Nord per «difendere il diritto dei cittadini dell’Irlanda del Nord, previsto nell’Accordo del Venerdì Santo, a decidere queste cose da soli».

Ai cittadini nordirlandesi, i vescovi chiedono di esprimere «il proprio impegno per ogni madre e bambino non nato, chiedendo ai loro rappresentanti politici di garantire che lo stesso diritto alla vita sia rispettato nel nostro ordinamento».

Commenti negativi sono arrivati anche dal laicato pro life britannico. Secondo Liz Parsons, direttrice di Life Charity, «questo disegno di legge con gli emendamenti sull’aborto è uno schiaffo nei confronti del popolo dell’Irlanda del Nord e dei suoi rappresentanti eletti a Westminster». Tale cambiamento legislativo «rappresenta una folle e opportunistica corsa da parte dei sostenitori della lobby dell’aborto per sfruttare l’attuale assenza dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord al fine di costringere i nordirlandesi ad accettare l’aborto».

Secondo Liam Gibson, membro della Society For The Protection Of Unborn Children, «è scandaloso che parlamentari e colleghi di Inghilterra, Scozia e Galles si siano preoccupati così poco dello stato di diritto, al punto che una stragrande maggioranza ha ignorato il diritto del popolo nordirlandese a mantenere una legge che ha salvato la vita a oltre 100.000 bambini dal 1967».

Luca Marcolivio

 

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