30/08/2026 di Redazione

Ecco come l’intelligenza artificiale cambia la tutela dei minori

Intelligenza artificiale, social e algoritmi cambiano la tutela dei minori: i rischi online, il ruolo delle famiglie e i dati di Telefono Azzurro.

Proteggere un bambino, oggi, significa anche capire come funziona un algoritmo e quali pericoli può nascondere. Significa conoscere – ed evitare – i social network, gli effetti dello scrolling sul cervello, misurarsi con l’Intelligenza Artificiale e intercettare un eventuale disagio psicologico prima che si trasformi in emergenza. È da questa consapevolezza che è partito il Bilancio Sociale 2025 di Telefono Azzurro, presentato lo scorso luglio alla Camera dei Deputati, con cui la Fondazione ha messo in luce le sfide dell’era digitale. «Proteggere un bambino oggi significa comprendere il mondo in cui cresce», ha osservato il presidente Ernesto Caffo, sottolineando come piattaforme digitali, algoritmi e sistemi di Intelligenza Artificiale stiano ridefinendo il modo in cui bambini e adolescenti apprendono e costruiscono relazioni. «La nostra responsabilità è garantire che i loro diritti siano tutelati», ha spiegato, ribadendo l’impegno a lavorare insieme a istituzioni, scuola, famiglie e imprese affinché la tecnologia sia realmente al servizio della crescita e della protezione dei minori.

Algoritmi sicuri fin dalla progettazione

L’Intelligenza Artificiale è, dunque, una delle principali sfide dei prossimi anni perché accanto a opportunità importanti, l’IA porta con sé rischi inediti: dalla manipolazione algoritmica ai deepfake, fino ai chatbot conversazionali e ai companion virtuali. La tutela dei minori passa ovviamente anche e soprattutto da divieti anagrafici e da controlli serrati – anche successivi – ma deve nascere e svilupparsi soprattutto a monte, nel modo stesso in cui vengono progettati algoritmi, piattaforme e sistemi di Intelligenza Artificiale: è il principio del “safety by design”, per costruire tecnologie più etiche, come tra l’altro ha anche auspicato Papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica Humanitas. Dunque è assolutamente fondamentale che i sistemi di IA abbiano la sicurezza dei bambini incorporata nel loro DNA anziché intervenire quando il danno è già avvenuto. In tal senso, tornando al lavoro di Telefono Azzurro, la Fondazione ha spiegato che sta investendo nell’uso dell’IA per rendere più efficaci i propri servizi di ascolto e presa in carico, non per delegare alle macchine l’ascolto dei minori, che resta prerogativa umana, ma per aiutare gli operatori a leggere più rapidamente le richieste di aiuto, individuare le situazioni più urgenti e rendere più efficaci i percorsi di protezione.

Ansia, isolamento e i numeri dell’emergenza

Tra le priorità proprio per quanto riguarda la tutela dei bambini, emerge il benessere psicologico dei più giovani: ansia, attacchi di panico e dipendenza sono le principali cause di richiesta di aiuto tra gli adolescenti, insieme a isolamento sociale, autolesionismo, disturbi alimentari e difficoltà relazionali. Ecco perché l’ascolto umano e la prossimità fisica restano il tratto distintivo e il primo strumento di prevenzione: ascoltare bambini e adolescenti significa comprenderli e comprendere i loro bisogni, lavorando insieme alle principali agenzie educative – famiglia, scuola, associazioni, parrocchie, ecc. – per offrire alternative valide al mondo del web e soprattutto dei social. Anche in questi ambiti è doveroso ricordare alcuni dati resi noti sempre da Telefono Azzurro, che parlano di 2.186 casi gestiti dalla sola linea 19696, il canale d’ascolto gratuito e attivo 24 ore su 24, mentre il suo 114 Emergenza Infanzia è intervenuto in 3.446 situazioni di rischio e la hotline “Clicca e Segnala” ha ricevuto 3.022 segnalazioni di contenuti illegali online, oltre il 76% delle quali riferite a materiale di abuso sessuale su minori e pedopornografia. La fascia di età più coinvolta risulta essere quella tra i 14 e i 17 anni e circa il 65% degli utenti è di genere femminile.

La sfida del Chat Control

Cresce, inoltre, la consapevolezza internazionale di tali problemi, anche in riferimento a un costante confronto – e dibattito – sul regolamento UE noto come “Chat Control”, sul quale anche Pro Vita & Famiglia ha avviato un’ampia e costruttiva critica (CLICCA QUI per i dettagli) e una petizione online. In tal senso, per la Fondazione Telefono Azzurro il rafforzamento degli strumenti di contrasto alla diffusione online del materiale di abuso sessuale sui minori è una priorità, da perseguire però mantenendo un equilibrio con la tutela della privacy e dei diritti fondamentali.

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