16/03/2020

In Scozia basta un’autocertificazione per cambiare sesso

In Scozia si sta discutendo sulla possibilità di approvare la riforma della legge per la riassegnazione del sesso. La cosa è più grave di quello che si pensa. Infatti, ora come ora, esiste un iter con degli step ben precisi: per avviare la pratica, è necessario passare prima da un equipe formata da medici e psicologi, tanto per cominciare. Inoltre, dopo anni di cure mediche e psicologiche finalizzate a dimostrare la disforia di genere, si mette in moto un percorso che potrebbe portare alla riassegnazione del sesso biologico, presentata come condizione indispensabile per la salute psicofisica della persona. Tuttavia, essendo un percorso molto lungo e che richiede pazienza e risorse economiche ingenti, non viene seguito da tutti, fino alla fine e non termina nemmeno, sempre, con la riassegnazione del sesso, come desiderato. Per questo motivo, le associazioni LGBT che vorrebbero rimuovere tutti i limiti possibili e immaginabili, stanno facendo pressione perché la legge venga modificata, rendendo l’accesso a certe pratiche, quasi automatico.

Cosa cambierebbe se la legge venisse modificata a immagine e somiglianza delle richieste della comunità arcobaleno? Succederebbe che, ad esempio, ad un uomo che si sente donna, basterebbe presentare una semplice autodichiarazione in cui afferma di essersi sentito e di aver vissuto negli ultimi tre mesi come donna, in quanto quello sarebbe il suo vero genere, né più né meno. Passato questo step, dopo altri 3 mesi, dovrebbe recarsi davanti ad un giudice di pace o davanti ad un notaio per giurare (in base non si sa a quale riscontro psicologico, oggettivo) che quello sarebbe il suo genere vero e definitivo.

Dopo questo semplice giuramento, senza ulteriori approfondimenti (e senza nemmeno che si prendano in considerazione le questioni che possono derivare dalla condizione di un maschio a tutti gli effetti, che va in giro dichiarandosi donna e che quindi pretende di essere trattato come tale, accedendo per esempio ai bagni o agli spogliatoi per le donne, con tutte le possibili conseguenze del caso) l’uomo in questione, davanti alla legge scozzese, sarebbe considerato  donna tout court, ottenendo la modifica sia del suo certificato di nascita sia sui suoi documenti di identità. Tra qualche settimana si saprà la ferale decisione, nel frattempo ci auguriamo che, in Scozia, prevalga il buonsenso di chi ha ancora il coraggio di affermare, oggi, nonostante tutto, che due più due fa e farà sempre quattro. 

 

di Manuela Antonacci

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