Il partito politico olandese D66, che attualmente detiene 9 seggi in parlamento, sta proponendo di rimuovere l’eutanasia dal codice penale al fine di rendere possibile l’eutanasia delle persone affette da demenza. Il sito Dutchnews.nl ha riportato il 16 aprile che:
«Il partito d’opposizione D66 ha redatto un disegno di legge per eliminare l’eutanasia dal codice penale, con l’intento di rendere meno difficile per i medici aiutare a morire, su richiesta, le persone affette da demenza».
L’articolo di Dutchnews.nl ha riferito che il leader del D66, Rob Jetten, ha dichiarato che i medici “hanno paura delle conseguenze” e che una nuova legge “fornirebbe maggiore copertura ai medici nel caso decidano di praticare l’eutanasia su persone con demenza.” Il D66 vuole che l’eutanasia venga completamente depenalizzata nei Paesi Bassi, così che i medici disposti a uccidere persone con demenza e incapaci di intendere e di volere possano farlo. Il NL Times ha riferito il 16 aprile che:
«I medici sono autorizzati ad accogliere le richieste di eutanasia da parte di persone affette da demenza, ma se la malattia è in fase avanzata, le capacità cognitive e decisionali risultano compromesse. Questo porta i medici a trovarsi in difficoltà nell’esaudire tali richieste, poiché la sofferenza non può essere determinata con esattezza e una precedente richiesta di eutanasia non può essere riconfermata».
Dutchnews.nl ha inoltre riportato che la deputata della ChristenUnie, Mirjam Bikker, ha replicato alla proposta del D66 affermando: «Il D66 continua a spostare sempre più avanti i confini dell’eutanasia. Quello che un tempo era un’eccezione sta diventando la norma. La vita vulnerabile merita cura e protezione. Impegniamoci di più su questo invece di promuovere ancora una volta la morte».
Il 26 marzo 2025 ho pubblicato un articolo sul rapporto olandese sull’eutanasia del 2024. Il mio articolo si basava sul reportage di Bruno Waterfield, pubblicato su The Times il 24 marzo, nel quale si affermava che nel 2024 nei Paesi Bassi sono stati registrati 9.958 casi di eutanasia, con un aumento del 10% rispetto ai 9.068 del 2023.
Waterfield ha anche riferito che nel 2024 vi sono stati 219 casi di eutanasia per motivi psichiatrici, rispetto ai 138 del 2023 e ai 115 del 2022. Quando l’eutanasia fu legalizzata per la prima volta, era basata sul presupposto di offrirla a persone adulte competenti, in grado di dare liberamente il proprio consenso.
Le persone affette da demenza non sono adulti competenti capaci di prestare un consenso valido. Se l’eutanasia per la demenza verrà accettata, allora la prossima sarà l’eutanasia per le persone con disabilità cognitive.
*Alex Schadenberg, direttore esecutivo della Euthanasia Prevention Coalition (EPC), è un attivista canadese nato a Woodstock, Ontario. Si oppone fermamente all’eutanasia e al suicidio assistito, promuovendo le cure palliative, diventando una voce influente a livello globale. Ha autorizzato la pubblicazione di questo articolo in lingua italiana, già pubblicato sul blog di Euthanasia Prevention Coalition.