03/09/2021

Il Texas vieta l'aborto che ferma un cuore che batte

Grande vittoria della vita, in Texas. Grande vittoria per il movimento prolife americano.
La Corte Suprema non ha cassato la legge texana che vieta l'aborto quando si può sentire il cuore del bambino che batte, di solito intorno alla sesta settimana di gravidanza.  
La battaglia legale degli abortisti continuerà senz'altro, appoggiata dalla presidenza Biden che già ha preso pubblicamente una posizione piccata e sdegnata, tutta tesa alla tutela dei "diritti delle donne", ovviamente.
Intanto , però, la  legge texana è pienamente vigente e permette di denunciare chiunque "favorisca" un aborto  oltre la sesta settimana (cliniche e medici), non le donne. Essa prevede multe fino a 10.000 dollari.
Le cliniche per l'aborto hanno riportato cali drammatici di clienti. E i centri di aiuto alla vita hanno ricevuto moltissime telefonate e visite. 
La maggioranza della Corte Suprema ha deciso in base a  questioni procedurali "complesse e nuove", sottolineando che non si stava pronunciando sulla costituzionalità della legge del Texas. Intanto, però, la Senate Bill 8 equivale a un divieto quasi completo dell'aborto  perché dall'85 al 90 per cento degli aborti avvengono dopo la sesta settimana di gravidanza.
Questa grande vittoria va a coronare quasi mezzo secolo di battaglie del movimento prolife americano. Hanno cominciato dal basso e con pazienza. Sono state centinaia, forse migliaia, prima i provvedimenti amministrativi, poi le leggi provita locali regolarmente cancellate dai tribunali di merito. Ma piano piano, con pazienza e perseveranza e con un'azione capillare di contorno volta a spiegare l'umanità del concepito e la dannosità dell'aborto per la madre, la cultura della vita ha cominciato a farsi strada anche tribunali...
La battaglia non è finita. Il partito della morte è potente e ha dalla sua Biden e il suo staff. Il culmine sarà quando la Corte Suprema giudicherà la costituzionalità della sentenza Roe vs Wade (che ha legalizzato l'aborto nel 1973).  
 
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