21/12/2019

Il maxiemendamento alla legge di bilancio regala 1 milione di euro agli LGBT

All’interno del maxiemendamento alla legge di bilancio del governo giallorosso, c’è un interessante comma, vero e proprio “regalo” alle associazioni LGBT.

Stiamo parlando di un’erogazione di denaro davvero notevole per scopi che esulano da questioni di interesse generale o emergenze sociali.

Infatti, il comma 385 del maxiemendamento prevede un “fondo per il finanziamento ordinario delle università […] incrementato di 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2020” per “promuovere l’educazione alle differenze di genere quale metodo privilegiato per la realizzazione dei principi di uguaglianza e di piena cittadinanza nella realtà sociale contemporanea”. Il fine è dichiarato a chiare lettere, il denaro, infatti, servirà agli atenei per “inserire nella propria offerta formativa corsi di studi di genere o a potenziare i corsi di studi di genere già esistenti”.

Eppure si tratta di tipologie di corsi che hanno destato non poche perplessità nel mondo della scuola e spesso, vere e proprie ribellioni da parte dei genitori che vedono tuttora compromessa la loro libertà educativa, in quanto gli “argomenti” trasmessi sconfinano nel campo della morale .

Al punto che l’anno scorso si è reso necessario l’intervento del ministro Bussetti che, con una circolare ha riconosciuto la validità del consenso informato dei genitori, estendendolo ai corsi extracurricolari, non obbligatori perché non accadesse più quanto era stato permesso dalla riforma della Buona scuola, grazie alla quale i genitori rischiavano di trovarsi di fronte al fatto compiuto rispetto a certe iniziative.

Ma ecco che ci risiamo e per di più, la promozione sfacciata di una visione antropologica tutta ideologica e ascientifica, che dovrebbe rimanere fuori dalle scuole è supportata da finanziamenti ingenti provenienti pure dalle casse dello stato.

Certo è che si tratta di un vento che soffia, come al solito dall’Unione Europea che qualche giorno fa ha condannato ben 80 amministrazioni comunali polacche  che si erano dichiarate libere dal l’ideologia LGBT, mentre secondo l’Europarlamento, è indispensabile che nelle scuole si proceda a realizzare programmi finalizzati a tutelare le persone LGBT. Ovviamente, lo stesso zelo, non viene utilizzato per promuovere la difesa di altri soggetti molto più a rischio di discriminazione, nelle scuole, come ad esempio, gli alunni disabili e viene ancora una volta da chiedersi retoricamente il perché…

 

di Manuela Antonacci

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