07/08/2018

Il femminismo internazionale contro libertà e diritti umani

Nuovo attacco all’obiezione di coscienza dal femminismo globalizzato: nel suo rapporto del 19 giugno, Senza scrupoli – Quando i fornitori negano la cura dell’aborto, la Women’s Health Coaliton chiede l’eliminazione di qualsiasi diritto per gli operatori sanitari di rifiutarsi di praticare o partecipare a un aborto. «Le leggi non dovrebbero includere “obiezione di coscienza” e non dovrebbero consentire eccezioni per gli specialisti della salute riproduttiva di rifiutare di fornire servizi sulla base di convinzioni personali», afferma il rapporto. «La legge dovrebbe chiarire che gli operatori sanitari sono tenuti a sostenere gli obblighi professionali nel contesto di gravidanze indesiderate».

I governi che si rifiutano di conformarsi, secondo il femminismo libertario, dovrebbero essere trascinati in tribunale: «I sostenitori [dell’aborto] dovrebbero ritenere i governi responsabili di garantire che gli operatori sanitari che si rifiutano di fornire assistenza non ostacolino l’accesso all’aborto. […] In casi specifici, il contenzioso potrebbe essere uno strumento efficace. In altri, l’accento andrebbe sul cambiamento della legge, il rafforzamento delle normative e il rispetto della disciplina».

Jack Fonseca, un analista politico senior della Campaign Life Coalition, ha definito il rapporto “terrificante”: «Rivela che l’industria dell’aborto non crede nel diritto di scegliere, togliendo il diritto ai medici se prendere parte a qualcosa che considerano sbagliato». Padre Shenan J. Boquet, presidente di Human Life International, sottolinea un altro aspetto: «Esigono una partecipazione volontaria… Sanno che, anche se pochi operatori sanitari rifiutano di praticare l’aborto, agli altri verrà ricordato lo stigma che ha sempre accompagnato e sempre accompagnerà l’uccisione di bambini non ancora nati».

Per combattere ancora più efficacemente l’obiezione di coscienza, la Women’s Health Coalition arriva a suggerire che questi operatori sanitari dovrebbero essere puniti per il loro rifiuto: «Per coloro che continuano a opporsi, creare obblighi, ad esempio, richiedendo di giustificare le loro posizioni e di svolgere un servizio alternativo», afferma il rapporto. «Allo stesso modo, dovrebbero assumersi la responsabilità degli oneri causati dal loro rifiuto di fornire servizi ai loro pazienti, ai loro colleghi e al sistema sanitario fornendo informazioni e referenze adeguate e tempestive alle donne, e svolgendo compiti extra per alleviare i loro colleghi che non si oppongono».

Ancora una volta emerge l’evidenza di quanto sia tirannico il sistema libertario sul quale si sta costruendo la società del terzo millennio. Garantire a tutti la massima libertà significa che qualcuno non sarà affatto libero ma, al contrario, servo del sistema di dis-valori stabilito dal potere.

Redazione

Fonte:
LifeSiteNews

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