24/02/2019

Il consigliere Zanini e la mozione che fa infuriare gli LGBT

Un vero e proprio putiferio sta scoppiando in questo periodo, a Treviso, a causa di una mozione presentata dal consigliere comunale Vittorio Zanini (ginecologo obiettore di coscienza) che esprime, nelle premesse del testo in questione, alcuni intenti molto chiari, ossia favorire la tutela della maternità contro l’ormai facile e immediato ricorso all’aborto; sostenere l’unicità della famiglia naturale fondata sull’unione di un uomo e di una donna; tutelare il diritto inalienabile dei bambini ad avere un padre (maschio) e una madre (femmina) contro la pratica abominevole dell’”utero in affitto“;; favorire e diffondere il principio di realtà che ribadisce la diversità degli unici due sessi presenti in natura.

Concretamente la mozione impegna il Comune a promuovere una serie di azioni tra cui: la creazione di un tavolo permanente fra le associazioni pro life per ideare progetti e iniziative volte a prevenire il ricorso superficiale all’aborto; la collaborazione con l’Ulss e i consultori pubblici; il riconoscimento della famiglia come cellula fondante della società. Un’iniziativa così “controcorrente” rispetto a certa politica, non poteva passare inosservata: infatti la minoranza, in Comune, capeggiata da Roberto Grigoletto, ha chiesto provvedimenti. Addirittura, quest’ultimo ha indetto una conferenza stampa sulla mozione in questione, chiedendo al sindaco Mario Conte di ritirarla e dichiarandosi disponibile a riscriverla, con la partecipazione delle associazioni Lgbt che, dal canto loro, hanno fatto scoppiare una contestazione mediatica organizzando una raccolta firme su Change.org.

Singolare il testo della petizione delle associazioni arcobaleno che riportiamo quasi integralmente: «Il 21 febbraio verrà discussa la mozione presentata dal consigliere comunale di Treviso Vittorio Zanini contro l’aborto e contro le famiglie “diversamente tradizionali”. Oggi noi donne tra tante, noi sposate, conviventi, single, eterosessuali, omosessuali, lavoratrici e casalinghe, italiane e straniere siamo tutte unite nell’esprimere il nostro orrore e il nostro sdegno verso una mozione che riteniamo retrograda e mortificante per tutto il genere umano».

Pertanto anche per la mozione di Zanini, si è reso necessario creare una petizione ad hoc il cui intento “retrogrado” e “mortificante” a detta delle associazioni Lgbt, consisterebbe, come si evince bene dal testo della petizione in questione, semplicemente nel potersi esprimere «pubblicamente a favore dei diritti delle donne e dei bambini, per la messa al bando dell’utero in affitto». Ma si sa, oggi dire che due più due fa quattro, è diventato un atto rivoluzionario e in alcuni casi, a quanto pare, addirittura “offensivo”!

Manuela Antonacci

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