08/02/2021 di Manuela Antonacci

I “democratici” abortisti lanciano letame sui banchetti di Pro Vita & Famiglia. Il racconto di un testimone

Domenica 7 febbraio si è celebrata la “Giornata per la Vita”.  Due associazioni presenti a Caravaggio, Pro Vita & Famiglia Onlus e Noi per la Famiglia - Lombardia, hanno voluto sottolineare questa ricorrenza, rendendosi presenti con i propri volontari nella piazza principale della città. Lo scopo del loro banchetto, allestito con tutto il materiale informativo a tema, era proprio quello di informare, sensibilizzare e promuovere la difesa della vita nascente, aprendosi al dialogo con chiunque. Ma, quando tutto sembrava andar liscio, ad un tratto, sotto gli occhi increduli dei volontari si è verificato un fatto increscioso: delle ragazzine hanno fatto improvvisamente incursione rovesciando del letame sul banchetto e poi sono scappate via. Di questo atto gravissimo ne abbiamo parlato con Flavio Rozza, tra gli organizzatori di questa iniziativa e presente al momento dell'atto di vandalismo.

 

Innanzitutto vorremmo capire meglio il contesto dell’iniziativa e che cosa è esattamente accaduto

«La nostra iniziativa è stata organizzata il giorno in cui la chiesa celebra la Giornata per la Vita, per questo abbiamo pensato bene di organizzare il nostro banchetto sul sagrato di una chiesa, con regolare permesso del parroco. Al termine della Messa, uno dei nostri volontari, poi, ha letto un messaggio per spiegare il perché della nostra presenza quel giorno, lì davanti. Poco prima di mezzogiorno, un gruppo di 5-6 ragazze giovanissime, tra i 17 e i 20 anni, sono entrate prima in chiesa e due minuti dopo, le abbiamo viste uscire ed avvicinarsi al nostro tavolo, hanno poi tirato fuori dai sacchetti del letame, rovesciandolo. Sono scappate via subito, sotto i nostri sguardi increduli».

Come mai, se c’era tanta rabbia, secondo te, non hanno optato, invece, per un confronto verbale, anche acceso?

«Noi siamo disposti davvero al confronto, siamo preparati a dialogare in modo non polemico. Peraltro, avevamo pubblicizzato l’iniziativa prima, sulla stampa locale e forse questo ci ha reso bersaglio. Non abbiamo invece avuto lo spazio dell’argomentazione, abbiamo subito un atto vandalico e basta. Lo interpreto come l’assoluta pochezza di argomentazioni da parte della parte avversa. Comunque, al di là del tema trattato e del gesto in sé, a me ha preoccupato che ragazzi così giovani non scelgano più il confronto. C’è un ragionamento assurdo alla base: tu non la pensi come me e quindi non hai diritto ad esprimere il tuo pensiero. Nulla evitava a queste persone di essere presenti in piazza, la domenica dopo, il giorno dopo, per portare un messaggio totalmente diverso dal nostro. Quello che manca oggi è il confronto con una pluralità di idee. Un’altra cosa che mi ha allarmato è vedere che un giornale locale che ha dato la notizia presentava dei commenti scandalosi, di un’aggressività incredibile, tutti di solidarietà verso le ragazze del tenore “avete fatto bene, ci voleva il lanciafiamme”, “dovevate urinare sul banchetto” un sfilza di…quattrocento commenti…Per questo non derubrichiamo le cose a goliardata, questi commenti hanno in sé un’aggressività davvero preoccupante, dicono di un clima sempre più aggressivo e più violento. A pochi giorni di distanza dall’aggressione subita da Giorgio Celsi, durante una preghiera per la vita».

Qual è la vostra risposta a questo atto di vandalismo?

«Ovviamente da parte nostra nessun rancore. Siamo piuttosto, sempre più convinti che dobbiamo andare avanti nella difesa della vita che ci impegna da tanto tempo, prendendo atto che l’emergenza educativa di cui si parla già da un po’, è ancora viva. Da un lato c’è l’indifferenza degli adulti su questo argomento, dall’altro c’è l’ostilità dei ragazzi che, se vogliamo possiamo considerarle le due facce di una stessa medaglia. Continueremo un percorso basato sull’informazione, sull’organizzazione degli eventi e la testimonianza. La testimonianza è forse la risposta più adeguata a queste ragazze e sprona gli adulti a scuotersi dall’indifferenza»




Mentre la nostra intervista è ancora in corso ci giunge un aggiornamento: sulla pagina di Non Una di Meno Firenze, si celebra con tono trionfante quanto avvenuto a Caravaggio, utilizzando la foto del banchetto ricoperto di sterco e persino l’immagine di un bambino esultante. Il contenuto è stato poi ricondiviso da un utente privato che ha aggunto la scritta, con tanto di tag indirizzato a Pro Vita & Famiglia “Ciao m***e!”

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