14/11/2020 di Manuela Antonacci

I conti non tornano. Il video del consigliere Lisei passa in rassegna i bilanci di Arcigay

Un video che passa in rassegna soldi, finanziamenti e documenti della comunità Lgbt. Quello che Marco Lisei, Capogruppo di Fratelli d’Italia per la regione Emilia Romagna, ha deciso di diffondere tramite il suo profilo facebook.

Un video in cui egli stesso denuncia alcune singolarità, nei bilanci di Arcigay: “Ho guardato i bilanci dell'Associazione Arcigay, guardate cosa ho scoperto! Non mi sembra che ci sia tutta questa omofobia dilagante, ma come mai tanti soldi pubblici vanno ad Arcigay? Come mai il Pd si prodiga tanto ad emanare leggi a riguardo? Sarà un caso che questa associazione, che riceve tanti contributi pubblici alle elezioni poi dica di votare PD?”. Questo il post – già pubblicato il mese scorso – con cui presenta il succo del suo video, in cui comincia col far notare che Arcigay ha sede in un immobile del comune di Bologna per il quale non pagherebbe alcun canone di locazione e che avrebbe avuto senza alcun regolare bando.

Inoltre, aggiunge Lisei, Arcigay, nel 2017 avrebbe ricevuto 111.000 euro di contributi pubblici e, invece, nel bilancio preventivo del 2020 ha inserito 467.000 euro di contributi, che costituiscono il 70% dei bilancio. Perché il 70% dei bilancio? Perché altro dato singolare, fa notare Lisei, l’Arcigay riceve pochissimi contributi da soggetti privati. Infatti, lo stesso politico fa notare che i proventi da iscritti sono di appena 40.000 euro e se la tessera di Arcigay costa 10 euro, ciò vuol dire, facendo due conti, che gli iscritti ammontano solamente a 4000 in tutta Italia e questo, sottolinea, è già un dato che di per sé farebbe riflettere.

Come mai, infatti, un’associazione che opera per combattere un’emergenza che viene considerata così dilagante e drammatica come l’omofobia, al punto da costruirci una legge sopra, ha così pochi iscritti e così poco riconoscenti da versare somme irrisorie come contributo? A questa informazione si aggiunge inoltre, che intorno ad Arcigay ruotano una serie di associazioni-satellite, ben 71 sul territorio nazionale e tutte ricevono contributi pubblici. Un esempio citato da Lisei, è il Cassero di Bologna LGBTQ: l’ultimo bilancio di questa associazione risale al 2017 e in esso sarebbe indicata una somma di proventi pubblici corrispondente a 263.000 euro.

E come verrebbero impiegati questi soldi? Lisei bilanci alla mano comincia a sciorinare le spese una ad una: acquisto di preservativi che, come fa notare il consigliere, non si capisce come mai per un omosessuale debbano essere gratuiti e per un etero no, consulenze legali, consulenze fiscali, materiale pubblicitario, spese per trasferte e tante spese per collaboratori.

Inoltre queste associazioni, sottolinea con forza Lisei, nel suo video, appoggerebbero la sinistra: “L’Arcigay di Bologna, infatti, nelle ultime elezioni amministrative, ha dato indicazioni di voto per il sindaco del partito democratico! E allora ci domandiamo quanto è grande questo problema? Perché ci viene rappresentata un nazione che è omofoba, razzista, tanto da scomodare brand e marchi nazionali e internazionali (Oreo ha creato il biscotto arcobaleno addirittura) o effettivamente la realtà è quella che ci dicono i bilanci? Noi non vogliamo dire che non esista un problema […] ma che la realtà che ci viene presentata a livello nazionale è molto superiore a quella effettiva, tanto da creare addirittura il ddl Zan o da creare la legge contro l’omotransnegatività in Emilia Romagna. Atti di legge funzionali- conclude Lisei- a far ricevere ancora più finanziamenti ad associazioni che da privati ricevono pochissimo, forse perché il problema è minore di quello che ci viene rappresentato?”

 

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