29/01/2015

Gucci riduce l’uomo in mutande (e reggiseno)

A Milano la maison Gucci fa sfilare uomini in pizzo e reggiseno.

Non si tratta di omo o etero, di omofobia o discriminazione gender, ma semplicemente di buon gusto e rispetto della dignità dell’uomo.

Quando il trash si traveste da haute couture. Sembra un titolo di qualche rotocalco del settore, ma è ciò che si pensa guardando le foto (pubblicate dal Corriere della Sera) dell’ultima sfilata di Gucci svoltasi la settimana scorsa in occasione della Milano Moda Uomo.

Uomini a dir poco smunti hanno esibito le proprie nudità indossando (per modo di dire) gonnellini, pizzi e reggiseni: gli spettatori si domandavano se fosse uno scherzo o realtà. Cliccare per credere, basta andare a leggere i circa 130 commenti che sono stati postati sotto le foto dell’articolo.

Ma se volete risparmiarvi la nausea delle foto, potete leggere le chiose più emblematiche che riportiamo qui di seguito. Banner_la_croce

L’utente Ela scrive: “Uomini troppo effeminati ormai... si confondono tra le donne e tutto è ormai monotono tanto da rasentare pure tristezza”. E Resilenza rincara la dose: “Anoressici anche questi ragazzi, pallidi emaciati, camuffati con improbabili e imbarazzanti vestitini : mancanza di buon gusto e di rispetto verso il sesso maschile (..noi donne abbiamo già dato)”. E se c’è chi si sconforta, come il Lettore_837582 che laconico commenta: “modelli…mai visto esseri umani meno affascinanti (che facce scavate, mangiate un po’, e l’abbonamento alla palestra costa 19 euro al mese, un po’ di carne non guasta)... un uomo, etero o omo che sia, vestito con pizzi, merletti e gonne è semplicemente ridicolo”, non mancano gli utenti ironici come Arlis che chiede: “Ma la Repubblica del Biafra non é terminata nel 1970? I modelli da dove vengono? Ma son sicuri che era la sfilata di Gucci e non di Dario Argento?”.

Anche tra i lettori del “politicamente corretto” Corriere della Sera, dunque, non sono andate giù le immagini raffiguranti uomini in tanga e reggiseno ad evidenziare, ancora una volta, che non si tratta di omofobia o di discriminazione, ma semplicemente di buon gusto e dignità.

A questo punto, come ci ha scritto un nostro lettore, bisognerebbe chiedersi se non sia possibile attivare una petizione presso CitizenGo indirizzata alla Corte europea dei diritti dell’uomo per aver calpestato la dignità di quei poveri modelli.

Non ci resta che ridere.

Luca Colavolpe Severi

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