13/11/2019

Gli adolescenti acquistano droga su internet, è allarme in Inghilterra

Nel Regno Unito è possibile, anche per i ragazzini, comprare qualunque tipo di droga tramite internet.

Sembra una follia ma è proprio così, lo ha affermato Sally Holland, commissario per l’infanzia del Galles: «La stragrande maggioranza dei genitori e degli adulti sarebbe estremamente scioccata dalla facilità con cui i ragazzini possono accedere alle droghe di classe A, terribili e potenti». Nonostante lo spaccio di droghe come ecstasy ed eroina possano portare nel Regno Unito, fino a 7 anni di reclusione, tuttavia, accade abitualmente che i ragazzi si procurino ugualmente e con grandissima facilità ogni sorta di stupefacenti.

Uno dei casi più recenti e scioccanti, è quello del 13enne Carson Price morto dopo avere ingerito il Donkey Kong, una pillola di ecstasy che si era procurato addirittura tramite un social, Snapchat e, per di più, per pochi euro. Sua madre, disperata, ha lanciato un vero e proprio allarme affermando che la maggior parte dei genitori non immagina nemmeno che l’acquisto delle droghe pesanti sia diventato accessibile e banale proprio come comprare dolci in una pasticceria.

Ma non si tratta dell’unico caso: l’anno scorso è successo che due giovanissimi studenti sono riusciti a procurarsi le famigerate “pillole Snapchat”, finendo poi per essere ricoverati d’urgenza in ospedale. E la cosa che più sorprende è che queste pastiglie recherebbero addirittura il logo del social media in questione, nonostante non siano state prodotte o approvate dall’azienda. Ovvio che, in questo caso la realtà supera la fantasia, in quanto è chiaro che lo scopo dell’uso del brand è quello di rendere il ricorso alle droghe qualcosa di “trendy”, che fa tendenza, in modo che spopoli soprattutto tra i giovanissimi.

Comunque pare che i dati allarmanti abbiano smosso qualcosa: il Ministero degli Interni ha ordinato una revisione della frequenza legata al consumo delle droghe dall’inizio di quest’anno in modo da poter definire la portata del fenomeno e studiare un sistema per intervenire.

 

di Manuela Antonacci

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