03/05/2022 di Jacopo Coghe

Gli abortisti stanno sabotando la Corte Suprema Usa

L’acceso dibattito, negli Stati Uniti, sul tema dell’aborto è una questione spinosa da anni, ma è diventato un tema centrale soprattutto negli ultimi mesi, con l’avvicinarsi della decisione della Corte Suprema in merito alla sentenza “Roe vs Wade” che nel 1973 ha reso l’aborto legale in america, prevista proprio per le prossime settimane, al massimo entro la fine di giugno.

Oggi, però, la questione è letteralmente esplosa, a seguito di uno scoop del sito Politico che ha rivelato come i giudici avrebbero in realtà già deciso – a febbraio – di stralciare la sentenza “Roe vs Wade” e dare quindi nuova linfa alla tutela della vita nascente negli Stati Uniti.

L’esclusiva di Politico, però, sembra avere tutti i contorni di un sabotaggio e di un ignobile tentativo di inquinare e fare pressioni sul lavoro di un organo indipendente e Costituzionale qual è proprio la Corte Suprema.

Il documento in questione, infatti, rivela il parere favorevole di ben cinque giudici (Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh, Amy Coney Barrett e Samuel Alito che lo ha redatto) e le posizioni contrarie di altri tre giudici (Stephen Breyer, Sonia Sotomayor e Elena Kagan). Nonostante la volontà dubbia del presidente della Corte Suprema John Roberts – di estrazione repubblicana ma moderato – la decisione sarebbe comunque in direzione dell’abolizione della sentenza “Roe vs Wade”, con un totale di 5 contro 3, che potrebbero al massimo diventare 5 contro 4.

Quello che però non viene messo debitamente in risalto, neanche dalla stampa italiana, è che la decisione dei giudici – anche nel caso fosse vero sia stata già presa a febbraio – non è definitiva e non lo sarà finché proprio il documento finale non sarà pubblicato ufficialmente. E fino al quel momento il voto può essere soggetto a ripensamenti.

Ecco dunque che si insinua – e neanche troppo velatamente – il sabotaggio mediatico e l’inquinamento democratico del lavoro della Corte. Sui social e su molta stampa a stelle e strisce è già partita l’ondata di indignazione dei pro-aborto, che rischia quindi di avere pesanti ripercussioni e fare enormi pressioni sui giudici.

Infine, quindi, è d’obbligo chiedersi: se il documento di febbraio fosse stato pro-aborto, ci sarebbe stato questo scoop di Politico? In quel caso i pareri dei giudici sarebbero stati messi alla gogna e gettati in pasto agli squali dell’opinione pubblica?

Siamo comunque di fronte ad una possibile svolta epocale che, se confermata, rappresenterebbe uno storico passo avanti nella difesa della vita nascente e dei diritti umani fondamentali.

 
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