02/02/2019

Giornata per la Vita. Parla Agnoli: «È l’ora dell’impegno civico»

È arrivato il momento di affrontare le battaglie pro life attraverso la cultura, la buona stampa e, in ambito politico, a partire dal territorio. A sostenerlo è il giornalista, scrittore e docente Francesco Agnoli. Alla vigilia della Giornata per la Vita, a colloquio con Pro Vita, Agnoli ha ribadito il suo pensiero in merito, dicendosi fiducioso per il presente e il futuro immediato.

Domenica celebriamo la 41° Giornata per la Vita: a cosa sono chiamati in particolare i pro life italiani in questo passaggio storico?

«Vista l’assenza del mondo ecclesiastico, bisognerebbe puntare molto sulla diffusione della buona stampa e della cultura per entrare in mondi lontani dal cattolicesimo, dove però c’è una sensibilità per la vita che spesso noi ignoriamo. Da un certo punto di vista, il mondo cattolico si è assuefatto a questi riti, piuttosto ripetitivi, che hanno perso un po’ di significato. Sono sicuro che esiste un mondo là fuori che in parte è ostile ma in parte non aspetta altro che un messaggio diverso, che rompa la monotonia del linguaggio comune».

E sul piano politico?

«È molto importante che i cattolici e i pro life inizino a entrare nelle istituzioni tramite delle liste civiche, iniziando a organizzarsi dal basso e senza fare riferimento ad alcun progetto nazionale. Alle ultime elezioni provinciali in Trentino, ad esempio, circa il 15% delle liste che hanno sostenuto la coalizione vincente di centrodestra, sono state liste civiche. C’è spazio, quindi, a livello locale, per un impegno diretto, al di là dei partiti nazionali. Già a livello locale si possono fare tante piccole cose concrete, da cui ripartire gradualmente. Parlo della cultura ma anche della partecipazione politica, anche se è una cosa che costa: entrare in politica vuol dire stravolgersi la vita. A volte, l’appartenenza alla Lega o ad altri partiti già rappresentati in Parlamento, costringe a difendersi da un attacco concentrico. Se invece formi una lista civica che poi si allea con il centrodestra, diventa tutto più facile. In questo momento è più facile captare un voto cattolico di chi è indeciso e magari voterebbe centrodestra ma, per le idee che porta avanti la Lega, non lo fa. Con le liste civiche, invece, si dà un’occasione a questi elettori per non buttare il loro voto».

Il M5S ha appena presentato alla Camera una proposta di legge popolare per la legalizzazione dell’eutanasia: come contrastarla?

«Bisognerebbe creare una “terza gamba” pro life e “civica” che si affianchi alla Lega e a Fratelli d’Italia. Nella coalizione di governo attuale, comunque, la Lega, grazie in particolare alla presenza del Ministro per la Famiglia e per la Disabilità, Lorenzo Fontana, rappresenta un ostacolo alle ambizioni eutanasiche dei 5 Stelle. È vero che a Fontana, amministrativamente parlando, non è stato permesso fare cose eccezionali ma è anche vero che lui stesso non permetterà troppa libertà d’azione agli alleati di governo. In questo momento di “tregua” sui temi etici, è però opportuno tenere una strategia di “contrattacco”. Non possiamo limitarci a svegliarci quando arrivano le emergenze».

Da New York è arrivata una notizia che ha sconvolto molti pro life: l’aborto legale al nono mese. Potrebbe arrivare anche oltreoceano questa ondata pro morte?

«Forse sarò ottimista ma mi pare una dimostrazione di debolezza dei pro choice. I liberal e i democratici americani si stanno arroccando sempre più sulle proprie posizioni, estremizzandole e mostrando così il loro vero volto. Non credo che l’aborto al nono mese sarà praticato più di tanto. Il numero degli aborti non credo cambierà molto ma il dato significativo è che chi l’ha approvato si è svelato per quello che è. È stato un autogol, non si sono resi conto che, in questo modo, i militanti per la vita si svegliano e prendono coscienza. Approvare una legge come quella dello Stato di New York non fa guadagnare voti, al contrario. Quanto all’Italia, a parte qualche esponente dei 5 Stelle, il fronte liberal – penso a politici come Boldrini o Scalfarotto – è stato fortemente ridimensionato. I temi etici vengono periodicamente rispolverati per distrarre l’opinione pubblica, come fece Renzi con le unioni civili. In questo momento pare che non siano la loro priorità…».

Luca Marcolivio

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