02/12/2016

Gianna Jessen in Italia: la testimonianza di un papà

Il ciclo di conferenze di Gianna Jessen (nella foto, in un momento di relax, durante una passeggiata, a Como), con ProVita e diverse altre associazioni, per le città del Nord Italia è quasi concluso .

 Ha riscosso un successo di pubblico davvero straordinario e abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di apprezzamento e gratitudine. 

Tra le tante ci sembra doveroso pubblicare questa testimonianza che ci ha scritto un amico di Como.

L’ha intitolata: “Non ho mai sentito un uomo parlarmi così, infatti è una donna”.

Ed infine Venerdì 25 Novembre 2016 è arrivato, il giorno tanto atteso della testimonianza di Gianna Jessen al Collegio Gallio a Como.
Giorno tanto atteso sicuramente per quelli che come me sono a contatto con il team, o meglio, con il network di associazioni e persone che hanno lavorato per settimane, qualche mese, per la riuscita di questa serata.
Ho letto un post di un amico, uno degli organizzatori, che ha scritto che la serata è stata incredibile.
Ed è vero, lo è stata, lo è stata per tanti motivi, 800 persone presenti, tantissimi giovani ecc.
Lo è stata anche per me che ci sono andato conoscendo già Gianna Jessen, o almeno, credevo di conoscerla.

Conoscevo già la sua storia, avevo già letto di lei e avevo già visto da tempo il video su YouTube della sua testimonianza del 2008 al parlamento australiano, credevo di sapere cosa avrebbe detto, e invece…
Invece, dopo avere introdotto il discorso ovviamente dicendo che è sopravvissuta ad un aborto salino, che ha la paralisi cerebrale, che zoppica ecc. dopo avere parlato delle sofferenze dell’ inizio della sua vita, di come però sia stata amata dalla sua “nonna adottiva” Penny, che ha “salvato il suo cuore”, di come attraverso lei abbia conosciuto Gesù, che considera il suo Signore e Salvatore, ha anche parlato delle ferite della sua vita attuale, di come la gente, gli uomini la considerino “speciale”, le dicono “sei speciale”, ma non: “ti amo, vorrei sposarti”…
Ha parlato delle ferite della sua vita attuale e ha messo a nudo le mie ferite, tanto che dopo due giorni sono ancora qui sanguinante.

E’ perfettamente successo quella cosa che aveva descritto una scrittrice che ultimamente mi sta meno simpatica, ma spesso le opere superano gli autori.
In quella notte, all’improvviso, mi ero accorta di una cosa e cioè che tra la nostra anima e il nostro corpo ci sono tante piccole finestre; da lì, se sono aperte, passano le emozioni, se sono socchiuse, filtrano appena. Solo l’amore le può spalancare tutte insieme e di colpo, come una raffica di vento”.(Va dove ti porta il cuore – Susanna Tamaro)

Sono un padre, sono separato, ho due figlie adolescenti che sono state affidate a me, vivono con me. Mia moglie è adolescente pure lei, forse una bambina, non mi sembra che riesca a dare loro consolazione.
Io vorrei ma non ce la faccio, posso fare il padre ma non posso fare la madre neanche lontanamente, neanche dipinta sul muro…

In genere, una madre, una donna, che è sempre e comunque madre, anche se non ha figli suoi, dà consolazione solo con la sua presenza fisica, senza fare o dire niente, anche se non è proprio bravissima.
Gianna non ha avuto un matrimonio, anche se lo desiderava tanto, io invece l’ho avuto ma sembra che sia fallito.

E’ vero, è molto probabile che alla serata con Gianna ci sia andato già particolarmente recettivo.
E’ servito molto un “uno-due” micidiale nei giorni precedenti.
Avendo partecipato al cineforum organizzato dal Centro di Aiuto alla Vita, in sequenza avevo visto prima “October Baby” il film sull’aborto, uscito nel 2012, nato da una idea di due registi, i fratelli Jon ed Andrew Erwin che erano rimasti colpiti dalla testimonianza di Gianna e che avevano sentito di non potere restare indifferenti alle sue parole.

Ovviamente il film è stato prodotto con un budget irrisorio, ovviamente è stato stroncato dalla critica, (il New York Times lo ha definito addirittura «di una bruttezza rara»), ovviamente è stato amato dal pubblico incassando oltre 3 milioni di dollari.
Il secondo film che avevo visto era stato Fireproof”, del 2008. Diffuso in Italia solo in edizione home video, ma che ha avuto un successo strepitoso negli Stati Uniti. I suoi effetti sono stati prodigiosi visto che molte coppie in procinto di separarsi ci hanno ripensato dopo aver visto il film.
In una intervista Il regista Alex Kendrick aveva detto che “il matrimonio è stato attaccato, annacquato e ridefinito. Per questo motivo il film in questione vuol ricordare alla gente che il matrimonio è un pilastro della nostra civiltà. Se si rompe, la comunità rischia di crollare”.

Ma torniamo alla serata di Venerdì: Gianna ha parlato di Gesù, ma non è stata una catechesi, è stato un annuncio.
Gianna ha detto che Gesù ha salvato la sua vita, che lei lo ama sopra ogni cosa, che si sente amata da lui. Non ha spiegato perché, ha raccontato della sua vita.
Anche se ci sono delle meravigliose eccezioni, negli ambienti cattolici troppo spesso si fa solo catechesi senza annuncio, anche le omelie, le “prediche” , in genere, sono di catechesi e non di annuncio.

Nei nostri tempi, nelle nostre parrocchie degli anni 2000, occasioni di annuncio non ce ne sono e non avviene più in famiglia, come una volta, i bambini che ci sono a catechismo spesso non sanno nemmeno dire le preghiere. L’annuncio dovrebbe precedere la catechesi.
Non si dice che il solo pronunciare il nome di Gesù produce un effetto?

Diversi argomenti di cui ha parlato Gianna sono diventati tabù anche nelle nostre comunità cattoliche.
Ha parlato di quanto importante è il matrimonio, di come non bisogna accontentarsi di averne uno mediocre. Ha parlato di coraggio, di purezza, di castità, di pornografia
Da quanto tempo non sentivo condannare la pornografia... e i nostri figli con internet e con internet sui cellulari sono potenzialmente esposti alla pornografia in un modo che noi genitori non ce ne rendiamo conto.

Al termine sono salito sul palco per complimentarmi con gli organizzatori, mentre Gianna riceveva ad una ad una le oltre 200 persone che erano messe in coda.
Ho salutato un ragazzo della band di Nuovi Orizzonti che aveva accompagnato il canto finale di Gianna, presentandomi come ”ex sentinella dal mattino, anche se mi hanno detto che non si può essere ex”.
Nonostante la differenza generazionale lui mi ha detto “… avanti sempre così, ma con il fuoco dentro…”.

Gianna aveva detto che Dio a volte ci fa sapere in anticipo quello che succederà.
Due settimane prima che sua madre, quella che aveva tentato di abortirla, le si presentasse davanti all’improvviso, Gianna aveva pensato a cosa avrebbe fatto se questo fosse successo.

Per quella serata anche a me Dio aveva fatto sapere qualcosa in anticipo.
Al termine, sempre alla ricerca degli amici, ho incrociato una ragazza della mia associazione e le ho fatto conoscere una mia amica giornalista che le ha chiesto.

“…Una ragazza di 20 anni come te… dimmi la cosa che ti ha colpito di più
E lei ha risposto, “Quando Gianna ha detto che se una ragazza non ha avuto un buon rapporto con suo padre, è meglio che non abbia una relazione perché nessuno uomo potrà mai darle quello che non le ha dato suo padre. Prima deve guarire, attraverso Cristo”.
E’ la mia ferita…
Mia figlia 19enne, avrà nel suo profondo una buona relazione con me, anche se ora non sembra? Con il suo ragazzo metterà le basi per una vita di coppia felice? Si sposerà o conviverà, è destinata anche lei, come me, a separarsi?
Venerdì mattina mi era partita per sbaglio una telefonata ad uno dei contatti in rubrica, ci siamo comunque parlati un attimo… ovviamente era la ragazza di 20 anni che ha detto quella cosa.

Gianna sa anche cantare, uno dei canti della colonna sonora di October Baby l’ha cantato lei.
Al termine della conferenza ha cantato “Oceans” di Hillsong United, una delle band evangeliche più famose del mondo, Gianna è Evangelica. Ha cantato alla destra del palco, dove un frate all’inizio aveva messo una statua della Madonna…
Le chiese evangeliche rifiutano la devozione mariana ma ciò non è stato un problema, è stato molto ecumenico.
Cattolici ed Evangelici condividono il Padre, Il Figlio e lo Spirito Santo e tanto basta…
Io sono cattolico e voglio rimanere cattolico, e penso che Gianna sarebbe d’accordo.

Le parole di “Oceans (Were Feet May Fail)”
Oceani (Dove i Piedi Possono Fallire)… fallire… tradotte in italiano, sono:

E chiamerò il tuo nome
Tenendo i miei occhi sopra le onde
Quando l’oceano sorge
La mia anima riposerà nel tuo abbraccio
Perché io sono tuo e tu sei mio
Lo spirito mi trasporta dove la mia fiducia è senza bordi
Lasciami camminare sulle acque
Ovunque mi chiameresti
Portami più in profondo di quanto i miei piedi possano mai immaginare
E la mia fede sarà resa più forte
Alla presenza del mio Salvatore

E chiamerò il tuo nome
Tenendo i miei occhi sopra le onde
La mia anima riposerà nel tuo abbraccio
Perché io sono tuo e tu sei mio

Alla fine c’era tanta gente in coda per parlare con Gianna, le ho solo stretto la mano, e durato il doppio di quanto normalmente dura una stretta di mano e lei non ha tolto la mano, e ci siamo sorrisi.

Un Padre.


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