Più prolife, più pudica e meno ideologizzata, rispetto alle generazioni precedenti, è il ritratto della Gen Z che emerge dai sondaggi, dagli studi e dalle ultime elezioni americane: il vento sta cambiando? Arriverà anche qui in Italia? Uno dei mantra più ripetuti nel mondo del marketing è che il sesso vende, ma con la Generazione Z (Gen Z), cioè le persone che hanno tra 13 e 27 anni, sembra che non funzioni: adolescenti e giovani adulti sono stufi dell’odierna cultura ipersessualizzata.
Gli zoomer americani rifiutano gli incontri occasionali, le app di incontri, la nudità diffusa, i continui dibattiti sulle relazioni sessuali, in generale tutto ciò che ruota intorno al sesso. Riconoscono che la “cultura del sesso occasionale” è insulsa, insoddisfacente e dannosa. Capiscono di essere chiamati a qualcosa di più e sono orientati a un “nuovo” modello culturale a proposito di sessualità e relazioni di coppia.
La sessualità
È ciò che suggerisce uno studio pubblicato nel 2023 dal dipartimento di psicologia dell’Università della California Los Angeles (Ucla). Un significativo 47,5% degli zoomer intervistati ritiene che sesso e sentimentalismo siano sovrarappresentati nei media audiovisivi e la maggioranza (51,5%) vorrebbe vedere più contenuti che riguardano “amicizie e relazioni platoniche”. Il 44,3% afferma che i media veicolano un sentimentalismo “eccessivo” e il 39% vorrebbe vedere protagonisti meno sessualizzati.
L’Annual California Health Survey, un sondaggio meno recente condotto sempre dall’Ucla, ha rilevato che i giovani tra 18 e 30 anni che nel 2021 riferivano di non aver avuto partner sessuali nell’anno precedente era salito al 38%, contro il 22% registrato nel 2011. L’editorialista del Guardian, Barbara Ellen, ha coniato per questi giovani il termine di “puritani” per descrivere il loro atteggiamento apertamente in contrasto verso il sesso rispetto alla generazione dei Millennial che li ha preceduti.
La tendenza è confermata anche dall’agenzia Usa Cdc e, a livello globale, dall’Oms. Un sondaggio del Cdc del giugno 2024 condotto sugli studenti delle superiori ha rilevato che ben il 70% non ha fatto sesso. Così un sondaggio dell’Oms, condotto nel 2021/22 sui giovani di 42 Paesi, ha rilevato che l’80% dei ragazzi di 15 anni e l’85% delle ragazze di 15 anni non hanno avuto rapporti sessuali.
Nel frattempo anche nel Regno Unito le donne della Gen Z iniziano ad averne abbastanza del “sesso on demand senza conseguenze” propalato dal femminismo mainstream. Le zoomer stanno infatti abbandonando i contraccettivi ormonali a favore dei metodi naturali di controllo della fertilità. Secondo quanto riportato dal Servizio sanitario nazionale inglese (Nhs) il numero di donne che dal 2013 al 2023 ha optato per i metodi naturali è raddoppiato, passando da 4.500 a 8.800. Inoltre sempre l’Nhs ha reso noto che solo il 30% di coloro che nel 2013 usavano la contraccezione orale la usano ancora oggi, vale a dire che circa 294.000 donne hanno smesso di prendere la pillola.
Le stesse femministe della Gen Z si astengono volutamente dalla “cultura del sesso occasionale” in quanto considerato disumanizzante. E le femministe della cosiddetta “differenza sessuale” - che sostengono che la donna deve rappresentare se stessa non in contrapposizione all’uomo - ritengono che è nell’interesse di donne (e uomini) rendere il sesso nuovamente una cosa seria, pensata.
La politica
La Gen Z si è distinta anche nell’ambito delle recenti elezioni americane vinte dal repubblicano Donald Trump. Secondo l’Associated Press almeno il 40% delle donne con meno di 30 anni ha votato per Trump, voltando le spalle a Kamala Harris nonostante avesse messo l’aborto al centro della sua campagna elettorale nel tentativo di attirare proprio il voto delle più giovani. Solo circa il 13% delle elettrici registrate ha indicato l’aborto come problema principale, mentre il 40% di questa fascia d’età ha messo al primo posto la questione economica e l’11% l’immigrazione, secondo il Daily Mail.
Un altro bacino demografico cruciale per la vittoria di Trump è stato quello dei genitori con figli minorenni. Secondo i sondaggi della Nbc News il 60% dei padri con figli piccoli ha votato per Trump e solo il 37% per Harris, facendo registrare uno spostamento di ben 22 punti a favore del presidente eletto rispetto alle elezioni del 2020. Uno spostamento, seppure meno marcato, hanno fatto registrare anche le madri con figli minorenni, con più otto punti a favore di Trump rispetto alla precedente tornata elettorale.
Diversi commentatori sostengono che questo spostamento verso destra di milioni di genitori americani è la reazione alle politiche di sinistra riguardanti le prolungate chiusure post-covid delle scuole e la pervasiva infiltrazione del movimento Lgbtq e transgender all’interno delle scuole. Secondo il sondaggio post elettorale di Bluprint, la terza ragione per la quale gli elettori non hanno sostenuto Harris è che «è troppo concentrata su questioni culturali, come quella transgender, piuttosto che sul sostegno alla classe media».
Tra i giovani uomini americani di età compresa tra 18 e 34 anni la tendenza prolife risulta ancora più marcata rispetto alla controparte femminile. La rivista The American Prospect osserva che l’aborto non è tra le priorità dei maschi della Gen Z i quali appaiono più preoccupati per le questioni che riguardano l’economia, l’inflazione, il lavoro, gli alloggi e l’immigrazione.
Generazione pro life?
La rivista americana riporta un sondaggio del 2024 del Survey Center on American Life dal quale risulta che solo il 38% dei giovani uomini dichiara di essere “fortemente contrario” alle leggi prolife rispetto al 55% delle giovani donne della stessa fascia d’età. Inoltre da un sondaggio Ipsos del 2023 risulta che meno della metà (46%) degli uomini della Gen Z afferma che «l’aborto dovrebbe essere legale in tutti o nella maggior parte dei casi»: una quota significativamente inferiore «rispetto a qualsiasi altra coorte generazionale».
Così uno studio del 2022, sempre del Survey Center, ha rilevato che solo il 46% dei giovani uomini considera l’aborto una priorità, rispetto al 64% delle giovani donne. Il 70% degli uomini tra 18 e 29 anni mette al primo posto “inflazione e prezzi dei carburanti”, rispetto al 55% della controparte femminile.
Un’analoga tendenza anti-aborto sta emergendo anche da parte degli zoomer del Regno Unito come mostra il documentario “Young, british and anti-abortion” (“Giovani, inglesi e anti-aborto”) della regista Poppy Jay, trasmesso il 20 novembre 2024 su Bbc iPlayer.
a cura di Lorenza Perfori