13/05/2016

Gender al WC: il ridicolo al rango di scontro istituzionale

Per i bagni gender neutral il governatore del Nord Carolina intenta azioni legali contro l’amministrazione federale e Obama intenta azioni legali (e intimidatorie) contro il Governatore del Nord Carolina.

Insomma, la guerra dei WC negli Stati Uniti imperversa a tal punto che ha raggiunto livelli istituzionali.

La questione, in sintesi, è la seguente: un regolamento di un’amministrazione locale aveva imposto a tutte le strutture che gestiscono bagni e spogliatoi pubblici di abolire la distinzione tra quelli riservati ai maschi e quelli riservati alle femmine: ognuno doveva essere libero di frequentare il WC che più ‘si sente’, in base al gender che ‘si sente’.

Il governatore del Nord Carolina, Pat McCrory, ha allora promulgato una legge, entrata in vigore a marzo, che consente ai suddetti gestori di bagni e spogliatoi aperti al pubblico di mantenere la normale separazione tra maschi e femmine.

Quindi, in sostanza, “per proteggere privacy ed uguaglianza”, per dirla con le parole del governatore. Anche perché i bagni e gli spogliatoi sono luoghi privilegiati di caccia dei predatori sessuali, che sono molti molti di più rispetto a i trans non ancora operati. I delinquenti non si arrestano certo davanti al cartello “Gentlemen” o “Ladies”, ma l’abolizione della separazione certamente li agevola nei loro turpi intenti (i fatti di cronaca stanno lì a dimostrarlo). La disforia di genere resta fuori dalla porta del bagno, perché al gabinetto (e negli spogliatoi) la realtà ci mette bruscamente dinanzi alle nostre evidenti differenze biologiche.

Questa legge del Nord Carolina non è andata giù alla potente lobby LGBT americana che contro gli Stati ‘omofobi’ – come il Nord Carolina e il Mississippi – hanno scatenato tutto il loro potenziale: a partire dai colossi economici, come Microsoft, Unilever, Intel, Coca Cola, Pay Pal, Walt Disney, ed altri che hanno pubblicamente dichiarato il boicottaggio degli Stati imputati di politiche di gender inequality al WC (salvo poi continuare a fare affari d’oro in Paesi tutt’altro che gay friendly, come avevamo raccontato qui) .

La campagna di demonizzazione dei governi federati omofobi ha coinvolto anche lo star system, con Bruce Springsteen, Bryan Adams, Ringo Starr e Pearl Jam che hanno annullato i loro concerti nello Stato colpevole di non essere asservito alle logiche dell’ideologia gender (anche loro però non si fanno problemi a cantare in Paesi dove gli omosessuali vengono arrestati – o peggio).

Hanno usato un minore, per fare propaganda.
La storia di Corey Maison, di cui avevamo parlato in questo articolo, è rimbalzata sulle pagine dei giornali di tutto il globo. La fotografa americana Meg Bitton, ha rilanciato l’immagine sui social assieme ad un messaggio che più o meno recitava: “Se fosse tua figlia la manderesti nel bagno degli uomini?”. (Se fosse mio figlio, innanzitutto, non vorrei che la sua immagine fosse strumentalizzata a fini propagandistici, che vivesse la sua infanzia in modo spensierato, e lo aiuterei a curare la disforia di genere – se davvero l’avesse).

Nelle alte sfere istituzionali, Vanita Gupta, avvocato federale, ha accusato la legge promossa da McCrory di essere calpestare i diritti umani. Per questo motivo la Casa Bianca ha posto un ultimatum al governatore, specificando che se il Nord Carolina non l’avesse ritirata, il Dipartimento di Stato avrebbe decurtato i fondi destinati allo Stato federato, aprendo un contenzioso a livello federale. Il governo del Nord Carolina, allora, ha fatto causa all’amministrazione Obama, accusandolo di violare il principio della separazione dei poteri: di fatto il Governo scavalca il Congresso, che ha potere legislativo, con un fare prepotente e incostituzionale che molto ricorda l’atteggiamento di certi giudici e amministratori nostrani che “fanno le leggi”  e scavalcano le leggi e la costituzione: si vede che per i “democratici” è una moda....

E il Dipartimento Federale di Giustizia ha fatto causa al Nord Carolina.

Non sappiamo se alla fine McCrory sarà costretto a cedere, come il Governo della Georgia.

Certamente è stato dimostrato l’impegno e la perseveranza con cui la lobby LGBT si adopera per scardinare qualsiasi rimasuglio di buonsenso che alberghi nelle nostre società. C’è chi dice che il gender non esiste. C’è chi dice che è un’ideologia pericolosa. C’è chi dice che è più che un’ideologia è una religione, con i suoi dogmi. I Lettori giudichino da sé.

Noi abbiamo più volte spiegato che tutto ciò fa parte di una strategia ben rodata, che, nascondendosi dietro la maschera della ‘non discriminazione’, mira a disconnettere le coscienze dall’ordine naturale delle cose e dalla realtà, eliminando tutti i punti di riferimento, al fine di creare una società spersonalizzata e atomizzata, che risponda meglio alle esigenze e alle logiche del grande capitale, che trasforma la rivoluzione rainbow in un grande business.

... Chissà. Per far svegliare la gente dal torpore dell’ideologia folle, forse bisognerebbe raccogliere la provocazione lanciata da Enzo Pennetta sul suo blog: tutti dovrebbero cominciare a frequentare bagni e spogliatoi del sesso opposto. Tutti i maschi dovrebbero iscriversi in competizioni e federazioni sportive femminili: probabilmente il sistema esploderebbe, perché la peggiore nemica di queste teorie è proprio la realtà, con cui tutti questi teoremi e supposizioni si scontrano in maniera evidente.

Anastasia Filippi


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