25/06/2016

Gaystapo internazionale? Progetto dell’ONU (HRC)!

La risoluzione  del Consiglio per i Diritti Umani (HRC) dell’ONU intitolata Sexual Orientation and Gender Identity Resolution (SOGI) va ben oltre la (giusta ) condanna della violenza nei confronti delle persone LGBTQIA(...).

Essa chiede l’istituzione di un organismo dedicato al monitoraggio delle discriminazioni di cui sarebbero vittime le persone a causa del loro orientamento sessuale: la Gaystapo internazionale, una specie di Interpol.

Si riproporrà così la solita questione: come misurare in modo oggettivo dei presunti diritti che sono quanto mai vaghi e dai contorni sfumati?

Cosa ne sarà della libertà di pensare che i rapporti omosessuali sono contronatura  e che quindi non vanno messi a modello? E la libertà di dire che il matrimonio è solo tra uomo e donna e che i bambini hanno bisogno di papà e mamma? E chi volesse fruire di bagni, spogliatoi e dormitori separati per maschi e femmine?

Ci auguriamo che il Comitato dei Diritti Umani consideri con attenzione che non ci sono trattati internazionali vincolanti che stabiliscono diritti basati sull’orientamento sessuale o l’identità di genere. Non c’è una fattispecie chiara e definita per individuare il comportamento discriminatorio: a meno che non si introduca lo “psicoreato” con tutte le conseguenze che ne derivano. Ecco perché si tratterebbe di Gaystapo.

Avrebbe un gran da fare, poi, questa Gaystapo: la maggior parte degli Stati sovrani della comunità internazionale non è in linea con l’agenda LGBTQIA(...): matrimonio, programmi scolastici di educazione sessuale, interventi chirurgici di chirurgia plastica per apparire del sesso opposto a quello biologico, uso di bagni e spogliatoi separati per maschi e femmine...

Le opinioni, perché di questo si tratta, di semplici opinioni, che non hanno riscontro in nessuna legge positiva internazionale, non possono avere forza normativa.

La Carta delle Nazioni Unite è molto chiara: “Nessuna parte del presente Statuto autorizza le Nazioni Unite ad intervenire in questioni che appartengono essenzialmente alla competenza interna di uno stato ...” (art. 2.7). E invece la Gaystapo servirebbe proprio a questo. In violazione della Carta delle Nazioni Unite, la Gaystapo andrebbe a interferire nelle questioni delicate relative alla sessualità che toccano profondamente le tradizioni, la culture, le norme religiose e familiari ancestrali (che verosimilmente la Gaystapo considererà stereotipi da decostruire).

Alcuni sostengono che l’esperto in questione sarebbe analogo a quello nominato per monitorare le persecuzioni e discriminazioni che subiscono gli albini: ma l’albinismo è un dato oggettivo genetico e immutabile, chiaramente visibile dalle colore della pelle e dei capelli.  L’orientamento sessuale e il genere non sono genetici e oggettivi e – per stessa ammissione degli attivisti LGBTQIA(...) il gender è mutevole... Come può un governo regolare per legge delle fattispecie che alla base si fondano su percezioni interne nella mente delle persone?

L’Oregon, per esempio, ha concesso ai minori, senza il consenso dei genitori e senza che questi ne siano a conoscenza, il diritto al trattamento ormonale e all’intervento  chirurgico  per la modifica plastica degli organi sessuali. L’esperto ONU considererà questo diritto come uno di quelli da garantire in tutti gli Stati membri?

Redazione


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