18/09/2019

Francia: i Vescovi contro l’estensione della fecondazione assistita

Quando ormai il progetto di legge francese di riforma della procreazione medicalmente assistita è pronto per essere votato in parlamento, le gerarchie ecclesiali tornano a far sentire la loro voce. I cittadini francesi contrari all’estensione della fecondazione artificiale alle donne single e alle coppie omosessuali femminili hanno il «dovere» di scendere in piazza il prossimo 6 ottobre. Così si è espresso monsignor Eric Moulins-Beaufort, arcivescovo di Reims e presidente della Conferenza Episcopale Francese, nel corso di una conferenza stampa presso il College des Bernardins di Parigi. Per la prima volta dopo parecchi anni, dunque un organismo ecclesiale europeo si schiera apertamente a favore di una protesta in merito a un tema eticamente sensibile.

«Personalmente non vedo come potremmo impedire ai cittadini, cattolici e non cattolici, che sono preoccupati per questo disegno di legge, di protestare se pensano sia un modo utile per essere ascoltati», ha dichiarato monsignor Moulins-Beaufort, rimarcando poi: «Direi persino hanno il dovere di farlo». Il presule ha comunque precisato che lui stesso non parteciperà alla manifestazione del 6 ottobre e che la Chiesa, pur appoggiando la protesta civica, per il ruolo che riveste, non può esservi presente con i suoi rappresentanti.

Sono una ventina le associazioni – la più nota delle quali è La Manif Pour Tous – che si sono mobilitate contro il progetto di legge di estensione della procreazione medicalmente assistita, che sarà discusso alla Camera dei Deputati il prossimo 24 settembre. «I sostegni alla manifestazione, di qualunque ispirazione siano, sono i benvenuti – ha dichiarato la presidente della Manif Pour Tous, Ludovine de la Rochère –. La Chiesa, come diceva Giovanni Paolo II, è esperta d’umanità. La sua parola è rilevante e porta lontano perché siamo in un paese di cultura cattolica».

L’attivista pro family ha sottolineato anche il fatto che il presidente della Conferenza Episcopale si è rivolto sia ai cattolici che ai non cattolici. «Siamo tutti preoccupati – ha dichiarato Ludovine de la Rochère –. Questo disegno di legge è talmente ingiusto nei confronti dei bambini, che ha suscitato un forte desiderio di esprimersi. La mobilitazione è diventata molto importante».

La presidente della Manif ha quindi spiegato che i numerosi tentativi di dialogo per fermare il progetto di legge sono stati tutti sostanzialmente respinti, pertanto l’unica strada che ora si prospetta è quella di una manifestazione di protesta.

 

di Luca Marcolivio

Fonte: Le Figaro

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