27/06/2020

FLASH - Consigliano l'aborto eugenetico ma la bimba nasce sana

The Scottish Sun ci ha raccontato che, alla dodicesima settimana di gravidanza, a Penelope era stata rilevata idropia fetale, un accumulo anormale di liquido attorno ai suoi organi vitali. Secondo i medici, una condizione incompatibile con la vita. Bisognava abortire. La mamma, Kimberly, ha rifiutato.  A 16 settimane, incredibilmente, l’idropia era scomparsa, ma è stato diagnosticato un igroma cistico.
Per ben quattro volte i medici hanno detto che la bambina non poteva vivere così. E a Kimberly ogni volta l’aborto è stato prospettato non come “una” possibilità, ma come l’ “unica” via percorribile: la inducevano a credere di essere incinta di qualcosa di mostruoso e non di una bambina che aveva / avrebbe avuto ancor più bisogno di cure e di amore per affrontare la vita. Anzi, tendevano a farla sentire  una madre “snaturata” ed egoista, che voleva far nascere a tutti i costi una bambina che avrebbe avuto una vita breve e infelice.
A maggio Penelope è nata, perfettamente sana: dopo un attento screening neonatale i dottori, increduli, sono rimasti senza parole. 
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