03/03/2026 di Giuliano Guzzo

Fecondazione assistita. I nuovi dati svelano una strage di innocenti

Innumerevoli vite innocenti perse per sempre, aumento degli embrioni crioconservati, crescita dei cicli interrotti. Sono tutt’altro che confortanti le novità che filtrano dalle oltre 300 pagine dell’ultima Relazione ministeriale sulla legge 40 del 2004 in materia di fecondazione assistita, la quale in oltre due decenni, come è noto, è stata pesantemente ritoccata dagli interventi della magistratura con sentenze che di fatto hanno allargato o eliminato molti suoi paletti. Ma restiamo all’ultima Relazione, i cui dati si riferiscono all’ultimo anno per il quale essi risultano completi, vale a dire il 2023.

Meno del 12% dei cicli arriva a gravidanza

Ora, come già notato da un’analisi del documento pubblicata dall’Aigoc – acronimo di Associazione italiana ginecologi ostetrici cattolici -, il primo dato che balza all’occhio riguarda la continua crescita dei cicli interrotti e il mantenersi comunque elevato del numero di quelli sospesi. Più precisamente, si è visto come i cicli interrotti siano lievitati a 24.638 – pari al 49,36% dei cicli iniziati (49.913) – mentre le gravidanze ottenute siano risultate meno di 6.000 (5.933), numero che, rispetto ai cicli iniziali, risulta inferiore al 12%. Ciò significa che la provetta rappresenta spessissimo un’illusione, costosa sia in termini economici che di salute, se si pensa ai 5.830 cicli interrotti per rischio OHSS (Sindrome da iperstimolazione ovarica), che non di rado è mortale. Non conforta neanche un secondo dato in crescita: quello degli embrioni omologhi crioconservati, saliti a 65.819. Numero enorme e specchio di una pratica, la crioconservazione appunto, che non offre alcuno spiraglio di accettabilità. Eloquenti, al riguardo, restano le parole della Congregazione per la Dottrina della Fede che, con il documento Donum vitae del 1987, aveva messo in luce che «lo stesso congelamento degli embrioni, anche se attuato per garantire una conservazione in vita dell'embrione – crioconservazione - costituisce un'offesa al rispetto dovuto agli esseri umani. […] Queste manipolazioni sono contrarie alla dignità personale dell'essere umano, alla sua integrità e alla sua identità. Non possono quindi in alcun modo essere giustificate in vista di eventuali conseguenze benefiche per l’umanità futura». Ne consegue la gravità assoluta di quelle oltre 65.000 vite umane crioconservate di cui riferisce la Relazione ministeriale sulla legge 40.

Oltre 170mila vite umane perse

Purtroppo non è ancora finita, anzi con ogni probabilità il dato più sconvolgente è quello relativo all’ecatombe degli embrioni. Su 177.097 formati da fecondazione artificiale, infatti, i nati vivi nel 2023 sono risultati appena 4.179; inutile anche qui ribadire non solo l’enorme disparità tra gli embrioni formati e i figli nati vivi (circa il 2,4%), ma il sacrificio di decine e decine di migliaia di vite umane; sacrificio che dovrebbe indignare tutti noi e invece, come purtroppo sappiamo, si consuma nel silenzio e nell’indifferenza. Merita infine una riflessione il fatto che, sempre nel 2023, il numero totale di bambini nati vivi grazie all'applicazione di tutte le tecniche di procreazione assistita sia stato di 17.235, numero che comprende sia i nati da gameti della coppia (12.909) che quelli da gameti donati (4.326); peccato che, a fronte di questi numeri, altri restino incalcolabili o incalcolati con precisione, come quelli degli embrioni totalmente trasferiti in utero (circa 76.000, si stima) e quelli crioconservati, stimati attorno ai 100.000. Non solo: non sappiamo, e probabilmente non sapremo mai, dato che gli unici dati che abbiamo riguardano quelli della fecondazione a fresco, quanti embrioni siano stati persi perché scartati o perché morti.

L’altissimo prezzo che l’umanità, anche in Italia, sta pagando per la provetta resta dunque indefinito. Si sa però che è vastissimo e spesso, come si diceva poc’anzi, nascosto – o addirittura eclissato - dalla retorica mendace e ingannevole del «diritto di diventare genitori», un desiderio elevato ad intoccabile facoltà dietro il quale si cela un enorme e mortifero business. Ed è probabilmente quest’ultima la ragione per cui il lato oscuro della fecondazione assistita, pur in larga parte contenuto nelle Relazioni ministeriali, fatica ad essere denunciato come meriterebbe.



 

 

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