10/03/2026 di Luca Marcolivio

Famiglia nel bosco: le reazioni all’allontanamento della mamma. Annunciato arrivo degli ispettori ministeriali

Nel momento in cui la vicenda della “Famiglia nel bosco” raggiunge il suo momento più drammatico, è diventata di stampo - anche - politico la difesa delle scelte dei coniugi Nathan e Catherine Trevallion, oltre che l’indignazione per l’allontanamento di quest’ultima dai suoi figli.

All’indomani dell’allontanamento della madre dalla casa-famiglia dove era stata collocata con i tre figli, sono infatti in particolare i rappresentanti del centrodestra a contestare l’ultima decisione del Tribunale dei Minorenni dell’Aquila. Ma non solo, perché non mancano le voci - altrettanto critiche - di medici ed esperti.

Il commento di Giorgia Meloni

Innanzitutto la voce più importante è stata sicuramente quella del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha parlato di «tenore ideologico» - e come darle torto - riferendosi alle decisioni dei giudici. Il compito dei Tribunali per i Minorenni - ha ribadito Meloni - è quello di tutelare i bambini e gli adolescenti di fronte ai casi di maltrattamento, abuso o abbandono, agendo nel superiore interesse del minore. Non è compito della giustizia, e dello Stato in generale - ha proseguito - sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici».

Chiesta ispezione ministeriale

Sui canali social della Lega, invece, è stata richiesta un’«ispezione urgente del Ministero della Giustizia» in merito al destino di questa «famiglia divisa e distrutta per cattiveria e arroganza». Stessa richiesta che Pro Vita & Famiglia ha fatto fin dall’inizio di questa assurda vicenda, rivolgendosi direttamente al ministro Carlo Nordio con una petizione che, ad oggi, ha superato le 71.000 firme. Richiesta, per ora, che sembra accolta in quanto è stata direttamente la premier Meloni ad annunciare, intervenendo alla trasmissione televisiva Fuori dal Coro su Rete4, l’invio degli ispettori ministeriali.

L’Autorità Garante per l’Infanzia

Da parte sua l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Marina Terragni ha auspicato che, «in nome del principio inaggirabile del superiore interesse del minore», la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di un «ulteriore approfondimento medico indipendente sulla base di quanto già verificato», ovvero i «comportamenti di disagio evidenziati dai bambini».

L'indignazione di Cantelmi

Lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della famiglia Trevallion, ha criticato aspramente la metodologia della perizia che ha portato all’ordinanza di allontanamento della madre dai figli «affidata a una psichiatra che di giorno lavora in una struttura per anziani e non si occupa di minori e a un’ausiliaria che non ha competenze sui minori, come dichiara sul suo stesso sito». Una decisione che, ha aggiunto Cantelmi, «non esita a smembrare ulteriormente la famiglia e a generare un nuovo trauma a questi bambini, che dovranno essere trasferiti in un’altra struttura, confrontarsi con altri adulti sconosciuti e inserirsi in altri contesti problematici».

Le posizioni del centrodestra

C’è chi, come il capogruppo FdI al Senato, Lucio Malan, intende presentare un disegno di legge che stabilisca che l’eventuale allontanamento di un minore dalla famiglia venga «attuato solo come ultima risorsa e solo per gravi motivi». Lo scopo, ha precisato il senatore, sarà quello di «chiarire ulteriormente e in modo stringente quanto le norme, anche internazionali, prevedono già oggi: che l’allontanamento dalla famiglia deve essere attuato solo come ultima risorsa e solo per gravi motivi, di certo non per quell’ostilità ideologica verso la famiglia che tante volte si coglie in queste vicende». Il presidente della Commissione Infanzia alla Camera, Michela Vittoria Brambilla, ha invece auspicato «un ritorno alla normalità per questa famiglia devastata dai provvedimenti giudiziari», mentre il deputato di Futuro Nazionale Rossano Sasso ha annunciato un’«interrogazione parlamentare urgente ai ministri della Giustizia e della Famiglia, Nordio e Roccella». La deputata Maddalena Morgante (FdI) ha poi sottolineato l’ulteriore «durissimo colpo emotivo a tutti i componenti del nucleo familiare» inflitto con l’ultima decisione del Tribunale dei Minori, richiamando l’attenzione su «una perizia indipendente realizzata dalla Asl che aveva sottolineato la necessità di “ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari”».  

A fare eco a queste posizioni anche il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, secondo il quale la sentenza di allontanamento di Catherine Trevallion dai figli rappresenta «una decisione che, pur nel pieno rispetto delle valutazioni dell'autorità giudiziaria, non può lasciarci indifferenti». Il presidente Marsilio auspica quindi «una rapida e serena ricomposizione del nucleo familiare, con il diritto di questi bambini di poter crescere accanto alla loro mamma e al loro papà».

 

 

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