21/09/2017

Fai uso di droga? Ti denuncio. Una mamma coraggiosa

Suo figlio appena diciottenne fa uso di droga. Anzi, non solo ne fa uso ma la spaccia pure. Scoperto, lo richiama. Si parlano, provano a risolvere.

Passa il tempo, lo scopre nuovamente con la droga, ci riparla.

Ma, come dice il detto, anche in questo caso “non c’è due senza tre”: la madre trova per la terza volta il figlio con la droga. Questa volta, oltre al dialogo, decide di farsi aiutare dalla comunità di recupero. Niente da fare: la droga continua a essere la compagna fidata delle giornate di suo figlio.

Di fronte a questa situazione, di fronte all’incapacità del figlio di cambiare, la madre denuncia il figlio alle autorità, chiamando il dirigente del commissariato di Quarto Oggiaro, Antonio D’Urso. Agli inquirenti la madre «ha fornito – scrive Il Corriere della Serainformazioni nette e circostanziate. Nella cantina del loro condominio ecco la scoperta da parte dei poliziotti di 64 grammi di cocaina (peraltro di buona qualità, aveva una purezza dell’ottanta per cento) e di tre ovuli di hashish dal peso di 18 grammi. Il ragazzo è finito in manette. Probabile che il giro di droga comprendesse altri soggetti, e ora bisognerà vedere se lui collaborerà o meno con gli inquirenti, per cercare di alleviare la propria detenzione».

Non si tratta della trama di un film, ma della realtà. Nel 2017. In una città del nord.

La mamma del giovane è stata veramente coraggiosa: non solo non ha negato il problema del figlio con la droga (agli occhi del mondo registrando, di fatto, un “fallimento” educativo), ma è andata fino in fondo nel “volere il suo bene”. Ha provato a parlare con il figlio del problema della droga, ha provato ad aiutarlo ricorrendo ai servizi sul territorio, coinvolgendo persone esterne alla famiglia ed esperte in materia. Nulla da fare. E allora il suo ruolo educativo è stato quello di denunciare il figlio, ormai maggiorenne. Questa mamma è da ammirare, anche se sorge spontaneo un interrogativo: il padre di questo giovane dov’è? O forse è proprio la sua assenza che lo ha portato a far uso di droga...

Viva le mamme coraggiose e viva l’educazione che sa essere giusta (e non molliccia e nociva per i giovani), pur nella sua durezza.

I nostri ragazzi meritano di più: far capire che il “No” alla droga – come ad altro – è per il loro bene, è quanto di più onesto e buono possiamo fare per la loro vita. Alcuni “No” – come titola un famoso libro dello psicoterapeuta infantile Asha Phillips – “aiutano a crescere”.

Teresa Moro


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