30/05/2019

Parla Fidanza, neo europarlamentare Fdl che aveva firmato il nostro manifesto

A 42 anni, Carlo Fidanza è già un veterano del Parlamento Europeo. A Strasburgo era già stato eletto nel 2009, nelle file del Popolo della Libertà, per poi ricandidarsi nel 2014 con Fratelli d’Italia ma senza esito, non avendo la lista superato la soglia di sbarramento. La sensibile crescita di consensi per il partito di Giorgia Meloni alle Europee di domenica scorsa ha favorito il ritorno di Fidanza a Strasburgo. L’europarlamentare, in politica fin da giovanissimo nelle file di Alleanza Nazionale, ha iniziato la gavetta negli enti locali (prima nel consiglio di Zona 5 a Milano, poi come assessore a Desio, poi nuovamente nel Consiglio Comunale di Milano), fino all’elezione alla Camera dei Deputati nel 2018 per l’attuale legislatura.

Prima ancora che un politico, comunque, Fidanza è un pro life convinto. Schieratosi contro l’uso della pillola del giorno dopo, un paio di mesi fa è stato protagonista di un intervento in aula alla Camera, sui danni della triptorelina. Più recentemente ha aderito al Manifesto di Pro Vita Famiglia con cui i candidati all’Europarlamento si sono impegnati nella difesa dei principi non negoziabili. Dopo la sua elezione, Fidanza ha sintetizzato a Pro Vita Famiglia i principali obiettivi del suo programma, tra cui spicca la moratoria contro l’utero in affitto.

Che cosa rappresenta per lei essere eletto, sapendo di essere andato contro tutto e tutti, anche per le proprie posizioni pro life?

«Per me è un orgoglio. Già nella mia precedente esperienza in Europa, mi ero battuto contro i tanti tentativi di indirizzare le legislazioni nazionali verso politiche pro aborto e pro Lgbt. Lo farò con maggior forza ora, sapendo di avere con me tanti amici che hanno sostenuto me e FdI per la coerenza delle nostre posizioni».

Vi adopererete per avere fondi per salvare la famiglia in Europa?

«Abbiamo proposto un programma straordinario di sostegno alla natalità. L’Ue spende miliardi ogni anno per fallimentari politiche di integrazione dei migranti che, una volta qui, ovviamente faranno dei figli ma, paradossalmente, non spende un euro per sostenere la crescita degli europei. Purtroppo non sarà semplice trovare una maggioranza con questi numeri ma ci proveremo senza sconti».

L’impegno contro l’utero in affitto è una certezza come quella contro il gender: giù le mani dai bambini?

«Noi vogliamo una moratoria contro l’utero in affitto, per renderlo reato universale e quindi perseguibile anche se commesso fuori dal territorio degli Stati europei. Allo stesso modo, il gender va combattuto senza sosta: questa è e rimane una competenza nazionale ma noi useremo la vetrina europea per denunciare quello che è un vero e proprio indottrinamento subliminale a danno dei bambini. Una vergogna che deve finire».

Luca Marcolivio

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