23/08/2018

Esilarante: l’ideologia gender che si morde la coda

Era ora che i Democratici, nel progressista Stato del Massachussets, si muovessero a tutela dell’identità sessuale dei cittadini proponendo di aggiungere l’opzione “gender X” alla patente di guida.

Insomma, se non mi riconosco né M né F avrò pur diritto di essere classificato X? Del resto, dalle nostre parti, in Austria e Germania, lo hanno già capito.

Eppure, in Massachussets qualcosa non è andata per il verso giusto.

I generi non sono mica tre! Conoscete l’acronimo LGBT (lesbica, gay, bisessuale, transessuale); ci sforziamo di renderlo più completo con Q,I e A (queer, intersessuale, a- sessuale); ma ad essere precisi bisognerebbe scrivere “LGBTTQQIAAPK” o addirittura “LGBTIQCAPGNGFNBA...” e come potete notare servono comunque i puntini, perché di “generi” e di “orientamenti” sessuali ce ne sono davvero un’infinità.

E allora: perché mai un transessuale dovrebbe identificarsi con una squallida X? E che dire dei pansessuali? E gli intersessuali dove li mettiamo? A farlo presente è stato il senatore repubblicano Jim Lyons:  «I Democratici devono ammettere che il numero dei generi è infinito: come osano voler raggruppare tutti i “nuovi sessi” insieme come  “Gender X”?» Scrive sul Boston Herald Howie Carr, riassumendo il ragionamento di Lyons.

Lyons non ha voluto sentire ragioni: si è impegnato a richiedere un riconoscimento per 73 diversi “gender”. «Dove li ha trovati 73 gender?», chiede Carr al senatore; «Su Facebook!», risponde Lyons, come a voler dire: «Ma dove vivi?». [invero, noi ne abbiamo trovati solo 71, su The Telegraph. A questi c’è da aggiungere “Kink”, ma ce ne siamo persi un altro... Poi c’è la famosa diatriba se nella lista ci debba essere o no la P di pedofilo...] Sapendo che i suoi colleghi liberali non potevano escludere nessuno dei generi senza fare un’ingiusta e insopportabile discriminazione (l’ideologia del gender non ammette certo l’omofobia!), Lyons li ha presentati ciascuno come un emendamento separato al disegno di legge la sera del 31 luglio, ognuno dei quali richiedeva 10 minuti di dibattito e 3 minuti per il voto.

Entro mezzanotte l’assemblea doveva necessariamente approvare altri disegni di legge, quelli veri. Intanto, dopo sei ore, ancora scorrevano gli emendamenti di Lyons: cis-female, cis-woman, cisgender female, cisgender woman, gender fluyd, non-conform gender, genderqueer... Alle 22.45 la nobile assemblea legislativa è tornata alla realtà e il progetto di legge è stato ritirato.

Diceva Nicolàs Gòmez Dàvila: «è più facile convincere lo stupido di una cosa discutibile che di una indiscutibile»...

Vincenzo Gubitosi

Fonti:
LifeSiteNews
Boston Herald

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