22/09/2022 di Federico Cenci

Elezioni. I pericoli di una Sinistra contraria a vita, famiglia e libertà educativa

Le elezioni politiche del 1948, le prime dopo l’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, furono uno spartiacque. Gli italiani dovettero scegliere tra due visioni del mondo agli antipodi: da un lato il Fronte Democratico Popolare, lista unitaria della Sinistra comprendente Pci e Psi; dall’altro la Democrazia Cristiana. Il corso degli eventi è noto: anche grazie a una robusta mobilitazione dei corpi intermedi - specie delle parrocchie - vinse la Dc e fu così impedito uno scivolamento della nostra millenaria civiltà verso derive comuniste.

Domenica prossima si torna alle urne per eleggere il Parlamento. Un raffronto con le elezioni del 1948 è un esercizio impervio, poiché sono troppo diversi il contesto storico, la matrice politica dei contendenti, le personalità dei leader e dunque la posta in gioco. Anche stavolta, tuttavia, barrare un simbolo sulla scheda elettorale anziché un altro può assumere un significato decisivo su temi dirimenti. Tradotto: l’eventuale vittoria del Centrosinistra aprirebbe la strada a un governo che in cima alla sua agenda inserirebbe suicidio assistito, legalizzazione della cannabis, “matrimonio egualitario”, ddl Zan, ideologia gender.

 

Suicidio assistito o eutanasia

Per averne conferma basta spulciare il programma politico del Pd e dei suoi sodali di Alleanza Verdi-Sinistra e +Europa. Quanto al suicidio assistito o all’eutanasia, al Nazareno mettono nero su bianco di voler «approvare una legge sul fine vita, per permettere a tutte e tutti di decidere per sé». Del resto, si legge ancora sul programma dei Dem, «tutte e democrazie avanzate discutono del tema, abbiamo il dovere di fare lo stesso». È vero, in quelle che vengono definite “democrazie avanzate” si discute di eutanasia: accade nei Paesi Bassi, pionieri nell’introduzione di una legge sulla “dolce morte”. Ma il dibattito avviene perché sempre più olandesi restano quantomeno perplessi di fronte a un piano inclinato che ha portato all’estensione di questo “diritto” anche per i minori di 12 anni nonché all’aumento generale del 10,5 per cento di morti per eutanasia nel 2021: da 6.938 dell’anno prima a 7.666. Ma se il Pd nel suo programma non cita direttamente l’eutanasia limitandosi a far riferimento al fine vita, nel documento programmatico di +Europa il secondo punto in quelli che vengono definiti “Diritti di civiltà” è proprio la legalizzazione dell’eutanasia.

 

Droga libera

Altro cavallo di battaglia dei Radicali che si traduce al punto tre dei “Diritti di civiltà” del programma elettorale di +Europa è la legalizzazione della cannabis. Su questo fronte, tutte le forze progressiste fanno quadrato: fuori dalla coalizione di Centrosinistra, il M5s scrive nel programma che «il diritto all’uso personale di cannabis» sarà, insieme al contrasto ai reati contro gli animali, «il fulcro» della propria azione politica. Dal canto suo il Pd ripete il mantra secondo cui legalizzare la cannabis sarebbe un modo «per contrastare i traffici delle mafie». A tal proposito è utile ricordare - come ha fatto una massiccia campagna di affissioni di ProVita & Famiglia nel luglio scorso - la netta contrarietà del simbolo della magistratura anti-mafia, Paolo Borsellino, alla legalizzazione di qualsiasi droga.

 

Lgbt

Barricata comune, tra le forze progressiste, anche sui temi Lgbt. Il programma del Pd è chiarissimo: «Introdurremo il matrimonio egualitario». Alleanza Verdi-Sinistra e M5s vanno oltre esplicitando la volontà di aprire alle adozioni per single e omosessuali. Tali istanze dimostrano a quanti, nel 2016, approvarono le unioni civili considerandole un compromesso per evitare il matrimonio omosessuale, che ogni concessione sui temi che riguardano vita e famiglia crea una breccia destinata a dilatarsi. Da rilevare, poi, che in nessun programma politico delle Sinistre (nemmeno in quello di Azione-Italia Viva) si trova traccia del reato universale della pratica, già vietata dalla legislazione italiana, dell’utero in affitto. Al contrario, in ogni programma politico delle Sinistre (compreso quello di Azione-Italia Viva) si esplicita la volontà di introdurre una legge contro quella che - in una sorta di sfida allo scioglilingua - viene definita omolesbobitransfobia. Ergo: una maggioranza di Centrosinistra approverebbe il Ddl Zan.

 

Gender nelle scuole

Strettamente legata al Ddl Zan, come abbiamo analizzato su queste pagine in passato, è l’ideologia gender nelle scuole. Se +Europa intende fare «informazione in materia di salute sessuale e relazioni affettive nelle scuole» e se per il M5s «è necessario introdurre nelle scuole a partire dal ciclo delle secondarie di primo grado» l’educazione sessuale, per Alleanza Verdi-Sinistra occorre anche l’educazione «alle differenze» per contrastare gli stereotipi di genere. Ed è una battaglia, questa, dietro la quale si nasconde sovente l’indifferentismo sessuale. Non si nasconde, invece, +Europa nella sua istanza di garantire «una presenza minima» di medici non obiettori in tutti i presidi ospedalieri. Dunque anche sul tema dell’aborto e del diritto all’obiezione di coscienza del personale sanitario, l’eventuale vittoria del Centrosinistra potrebbe far scaturire nuovi fronti di divisione sociale.

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