20/09/2022 di Luca Marcolivio

Elezioni, Di Maggio (FdI): «Investire sullo sport, l’antidoto più forte contro la droga»

Alle elezioni del 25 settembre, Grazia Di Maggio corre per Fratelli d’Italia nella circoscrizione plurinomimale Lombardia 1 P02, che comprende un’ampia porzione della periferia Nord di Milano, dell’hinterland milanese e della Brianza. 28 anni, giornalista pubblicista, originaria di Pisticci (Matera), la Di Maggio è trapiantata a Milano, dove ha conseguito la laurea magistrale in Politiche Europee ed Internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Come da lei stessa confermato a Pro Vita & Famiglia, il suo programma elettorale è particolarmente centrato sul diritto alla vita, in tutte le sue forme.

Ascolta "Di Maggio (FdI): «Investire sullo sport, l’antidoto più forte contro la droga»" su Spreaker.

Lei è uno dei più giovani, tra i candidati che corrono alle prossime elezioni politiche. Come nasce la sua candidatura e cosa la spinge a difendere apertamente i principi non negoziabili?

«La mia è una candidatura che nasce decisamente sul territorio, dalla militanza, dalle campagne elettorali, così come è avvenuto l’anno scorso per la città in cui vivo, Milano, che mi ha visto candidata alle elezioni comunali. È una campagna elettorale per la quale mi sono battuta senza risparmiarmi. È un onore essere, stavolta, una dei più giovani candidati alle elezioni politiche ma reputo anche che a 28 anni sia tendenzialmente sbagliato definirci troppo giovani per entrare nel mondo della politica di alto livello. Effettivamente, ciò sarebbe un problema se fossimo dei paracadutati o degli inesperti (come i 5 Stelle) ma così non è. Per rispondere alla domanda, credo che il mio partito, così come la vostra testata, porti avanti con fierezza la difesa dei valori millenari della nostra società: valori che oggi sono sicuramente sotto attacco e che noi abbiamo il dovere non soltanto di preservare ma anche di diffondere. Pensiamo alla sacralità della vita, alla difesa della famiglia naturale o della vita nascente: sono tutte battaglie etiche in cui personalmente credo, perché la vita è un dono e spetta a noi custodirlo».

Parliamo di aborto e di incentivi alla natalità: perché è importante difendere la vita nascente?

«Negli ultimi giorni, credo si stia facendo una vera e propria campagna di diffamazione nei confronti della nostra leader Giorgia Meloni in merito alla Legge 194. Noi vorremmo che questa legge venga applicata nella sua interezza, affinché ogni donna sia messa nelle condizioni di essere aiutata. La politica ha oggi un ruolo fondamentale che è quello di aiutare le giovani coppie sia ad avere accesso a tutti i mezzi possibili per creare una famiglia e poi sostenere le madri attraverso asili nido gratuiti, sostegni alla natalità. Penso anche al congedo parentale. Credo sia importante difendere la vita nascente, perché un feto non è un esserino capitato per caso nell’utero: è un essere umano che ha diritto ad esistere ma che non ha ancora la possibilità di scegliere. È per questo che abbiamo il dovere di proteggere la vita».

Sul fronte del fine vita, si pongono due grandi sfide: da un lato, quella di porre un argine alle legislazioni eutanasiche, dall’altro le misure di assistenza per anziani, malati e disabili. Lei come agirebbe in questo ambito?

«Mi viene in mente il referendum sull’eutanasia legale, proposto dai Radicali: un quesito a mio avviso inaccettabile ed estremo, che sarebbe andato a scardinare anche il nostro ordinamento giuridico, da sempre orientato alla difesa della vita umana e alla tutela dei più fragili e dei più deboli. Per fortuna, nel nostro ordinamento, sembra ci sia ancora spazio per difendere il valore della vita, come Fratelli d’Italia intende fare misure a sostegno dei disabili e degli anziani. Noi crediamo che ogni vita, in ogni sua fase, sia degna di essere vissuta, con l’aiuto di uno Stato giusto, che salvaguardi il benessere di ogni cittadino».

Nella prossima legislatura si rinnoverà probabilmente il dibattito sull’ideologia gender, sulla libertà educativa e su temi particolarmente controversi come l’utero in affitto. Dopo aver ottenuto lo stop al ddl Zan, il centrodestra che obiettivi ha in questo ambito?

«Nella passata legislatura, abbiamo portato avanti la battaglia contro il ddl Zan, così come contro l’utero in affitto. Si tratta di istanze che non ci appartengono e che la sinistra porta avanti in modo strumentale, mentre noi pensiamo ai problemi reali di tutti i cittadini: lavoro, salute, sicurezza, bollette, ecc. Non possiamo accettare né ora, né mai che nelle nostre scuole si possa fare indottrinamento ideologico su tematiche gender, così come non potremo mai accettare che un bambino appena messo al mondo possa diventare merce in vendita o merce di scambio».

Sul fronte della protezione dei minori, cosa suggerite per il contrasto alle droghe e ai pericoli della pedopornografia in rete?

«Al centro dell’agenda politica di Fratelli d’Italia (com’è possibile vedere in uno dei 25 punti del nostro programma), c’è proprio il contrasto alle droghe. Noi pensiamo alla valorizzazione degli stili di vita sani mediante lo sport. Pensiamo a quanti sono i giovani che rimangono vittime delle devianze come l’alcool o la droga. Sono tutti giovani che vengono tendenzialmente lasciati da soli. Noi crediamo che l’antidoto più forte per scardinare questi pericoli sia lo sport. Investire sul diritto allo sport significa investire sul futuro, significa combattere le droghe, crescere le nuove generazioni cariche di quei valori che soltanto lo sport può offrire e trasmettere. Quanto alla pedopornografia in rete, credo sia fondamentale supportare gli adolescenti nella gestione della propria identità online. È importante anche una corretta condotta su Internet ed è importante che i ragazzi comprendano i rischi sempre più incombenti che si corrono. Esattamente come quando un genitore insegna ai figli a diffidare e a non prendere “caramelle da sconosciuti”, non consiglia loro di non uscire affatto ma di uscire, attenendosi a delle regole precise. C’è bisogno di una reciproca comunicazione ma soprattutto di comprendere realmente i rischi che si corrono in rete».

 

Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia Onlus sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia Onlus tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.