17/09/2019

Ecuador: l'appello dei vescovi contrari alla depenalizzazione dell’aborto

In Ecuador il tema dell’aborto è tornato di estrema attualità e fa discutere la possibilità che il Parlamento possa depenalizzare l’interruzione di gravidanza nei casi di abusi, malformazioni del feto, stupro, incesto, inseminazione non consentita. Sulla questione già lo scorso 8 settembre avevamo dato notizia della preoccupazione dei vescovi del Paese che in una nota ripresa anche da Vatican News e Agenzia Sir, avevano affermato che «l’indifferenza e la complicità, per i cristiani, sono peccati molto gravi. Per questo motivo, desideriamo invitare tutti gli uomini e le donne che amano la vita a unirsi in una giornata di preghiera, riflessione e azione».

La Conferenza episcopale ecuadoriana aveva inoltre invitato le varie parrocchie, comunità religiose e associazioni laicali del paese a promuovere «una giornata di preghiera in favore della vita dei nascituri e dei loro genitori». L’obiettivo dei vescovi dell’Ecuador, infatti, è quello di continuare ad affermare, tanto come cittadini che come credenti, «l’impegno in favore della vita in modo chiaro e netto» e poter arrivare ad un confronto sereno e obiettivo con i leader della società e della politica.

Ora è arrivato un vero e proprio appello del Consiglio di presidenza della Conferenza episcopale ecuadoriana (Cee), in vista del voto di domani, 18 settembre, nell’Assemblea nazionale. «Per favore!» si legge nell'appello, «non commettere il nefasto errore di approvare una legge che legittima il crimine dell’aborto per quattro cause: violenza, incesto, malformazione e inseminazione non consentita. Tenete conto che il nascituro, nel momento in cui è nel ventre, è già un essere vivente. Non condannatelo a morte prima che nasca!».

 

di Salvatore Tropea

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