23/07/2025 di Francesca Romana Poleggi

Culle per la vita: una proposta di legge regionale in Emilia Romagna

Le ruote degli esposti sono un'invenzione medievale, volute da Papa Innocenzo III nel 1100: una delle più antiche si trovava presso l'ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma. Servivano ad arginare il problema degli infanticidi. 

Era retaggio delle culture pre-cristiane, infatti, eliminare i bambini non desiderati o non "perfetti" senza troppe cerimonie. Nell'Antica Roma il padre doveva prendere in braccio il figlio neonato, altrimenti il piccolo aveva ottime possibilità di finire nel Tevere.

Oggi viviamo una sorta di regresso a quei tempi: se la madre non vuole il bambino lo elimina con l'aborto. E troppo spesso, quando la gravidanza giunge al suo termine naturale, i bambini indesiderati finiscono nei cassonetti delle immondizie. Per questo fondazioni, privati ed enti, grazie all'opera infaticabile del compianto Giuseppe Garrone (1939 - 2011) hanno creato un po' in tutta Italia una cinquantina di "Culle per la vita", coordinate per la maggior parte dal volontariato del Movimento per la Vita.

Recenti fatti di cronaca  hanno dimostrato però che il sistema è insufficiente. Per questo l'associazione "Una vita in culla" di Emiliano Zasa si sta battendo da anni affinché il sistema delle culle venga ampliato, regolato e supervisionato dal Servizio Sanitario Nazionale.

Gli sforzi  del prof. Zasa hanno ottenuto finora diverse risoluzioni negli organi legislativi degli enti locali, una proposta di legge in Parlamento e da ultimo una proposta di legge (primo firmatario Priamo Bocchi, FdI) al Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna. 

È un testo importante: prevede l'istituzione di una culla per ogni punto nascita, con determinati requisiti di sicurezza e con la presenza di personale qualificato e l'impegno per la Regione di dare un'adeguata informazione a tappeto circa  questa possibilità di salvare la vita di un bambino indediserato, che si affianca e completa la possibilità di parto in anonimato che esiste da anni, ma è ancora troppo poco conosciuta (DPR 396/2000). 

La nostra società  non è inclusiva ed è discriminatoria nei confronti dei bambini piccolissimi ai quali prima di nascere - contro ogni evidenza scientifica - non è riconosciuto lo status di essere umano. Che per lo meno si faccia il possibile per salvare i neonati. 

 Un trovatello potrebbe diventare il re delle biciclette, come Edoardo Bianchi, o imprenditore di successo come Angelo Rizzoli o Leonardo Del Vecchio!. 

Chi salva una vita non salva non solo quel bambino , ma tutti i suoi eventuali discendenti e tutte le relazioni umane di lui e dei suoi: gli Esposito oggi sono almeno 35.000 famiglie in Italia. E poi ci sono i Trovato... e tanti altri...

È proprio vero che chi salva un bambino salva il mondo intero.

Auspichiamo quindi che la proposta di legge di Bocchi superi gli steccati ideologici, venga approvata da maggioranza e opposizione e che l'assemblea legislativa dell'Emiglia Romagna mostri a tutta Italia una via per... salvare il mondo. 

Si può cliccare qui  per leggere il testo completo della proposta emiliana. 

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