07/10/2021 di Luca Volontè

Continua la “crociata” di Biden contro il Texas

L'amministrazione Biden ha sollecitato ancora una volta, nei giorni scorsi, un giudice a bloccare la legge sull'aborto in Texas.

L'amministrazione Biden, infatti, è di nuovo intervenuta nel tentativo di intimidire un giudice federale al fine di bloccare la legge sull'aborto più restrittiva della nazione, che ha vietato, lo scorso settembre, la maggior parte degli aborti in Texas. Il giudice distrettuale Robert Pitman, nominato dall'ex presidente Barack Obama, dopo un’udienza di quasi tre ore, non ha però detto quando deciderà.

Ovviamente per le multinazionali dell’aborto una sentenza in cui si boccia la legge o la si sospende corrisponderebbe ad una boccata di ossigeno finanziario. "Ogni giorno che la S.B. 8 è in vigore, noi allontaniamo i pazienti in massa", ha detto alla corte Amy Hagstrom Miller, presidente di Whole Woman's Health. Per ora, tutti i tentativi dei fornitori di aborti di bloccare la legge del Texas sono stati respinti.

Ora, però, con la causa presentata dall'amministrazione Biden, c’è un reale possibilità che la legge possa venire quantomeno sospesa. La legge vieta l'aborto prima che alcune donne sappiano di essere incinte e non ci sono eccezioni nei casi di stupro o incesto. L'applicazione è lasciata esclusivamente ai privati cittadini, che hanno diritto ad almeno 10mila dollari se riescono a fare causa non solo ai fornitori di aborti, ma a chiunque abbia aiutato una donna ad abortire. La legge, lo ricordiamo, è stata firmata dal Governatore repubblicano Greg Abbott a maggio ed è entrata in vigore il 1° settembre.

In questi pochi mesi, le aziende pro-aborto hanno affermato che le cliniche texane sono in pericolo di chiusura e molte donne si sono state “costrette” a portare a termine le gravidanze. Se il Dipartimento di Giustizia federale prevalesse, i funzionari e i politici del Texas probabilmente cercherebbero una rapida inversione della decisione adendo alla Corte d'Appello del 5° Circuito degli Stati Uniti. La legge del Texas fa parte di una più ampia spinta dei pro life e dei repubblicani a livello nazionale di imporre maggior rispetto e tutela della vita del concepito, della mamma e, allo stesso tempo, limitare il più possibile l’omicidio del bambino nascente.

Lunedì 4 ottobre, inoltre, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato il via alle nuove sessioni autunnali, che a dicembre includeranno l’ascolto delle argomentazioni sia dei pro life che dei pro aborto sulla legge limitativa dell’aborto dello Stato del Mississippi. Si tratta di una norma che potrebbe mettere in pericola la storica decisione ‘Roe v. Wade’ che aprì alla legalizzazione dell’aborto negli USA nel garantire il diritto della donna all'aborto. Il mese scorso, la Corte non si era pronunciata sulla costituzionalità della legge del Texas permettendole di rimanere in vigore e infatti la legge del Texas ha finora superato gli scrutini di diversi tribunali perché lascia l'applicazione ai privati cittadini, non ai pubblici ministeri.

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