È stato in tutto e per tutto, un omicidio politico. Lo scorso 10 settembre, durante un evento alla Utah Valley University, Charlie Kirk, noto attivista conservatore, pro life e pro family, fondatore di Turning Point USA, è stato ucciso mentre parlava a studenti da un colpo di arma da fuoco partito da un edificio vicino. Oltre alla commozione, l’omicidio ha suscitato reazioni scandalose: sui social e da parte di politici e personaggi pubblici non sono mancati commenti che giustificavano o minimizzavano il delitto, arrivando persino ad esultare, insinuando che Kirk «se l’è cercata».
Nato nel 1993, Charlie Kirk fondò Turning Point USA nel 2012 per coinvolgere i giovani nella difesa della libertà, della famiglia e del ruolo del cristianesimo. È diventato noto per i suoi interventi nei campus, in podcast e tv. Sposato con Erika Frantzve, padre di due figli, era punto di riferimento per le nuove generazioni conservatrici.
Kirk difendeva con forza la vita nascente, dichiarando che «ogni battito cardiaco nell'utero è un miracolo che merita di essere protetto» e paragonando, dati alla mano, l’aborto ai più tragici stermini della storia. Numerosi gli interventi per ribadire il ruolo della famiglia come pilastro della società: matrimonio tra uomo e donna, ruolo complementare di padre e madre, libertà educativa dei genitori. Migliaia di giovani hanno ritrovato il coraggio di investire sul sogno di una famiglia grazie alla sua esperienza.
Denunciava le «derive ideologiche» contemporanee: teoria gender e fluidità sessuale come “Cavalli di Troia” per confondere i giovani, cultura woke come falsa inclusione usata per imporre censura. Difendeva con forza la libertà di espressione, denunciando come conservatori e cristiani fossero etichettati «bigotti». Per lui la cancel culture era un sistema che «non tollera il dissenso». Un allarme tragicamente profetico.
Le autorità hanno arrestato per l'omicidio Tyler Robinson. Si tratta di un ragazzo di ventidue anni, di St. George - nello stato dello Utah - ex studente della Utah State University e poi studente di un istituto tecnico, il quale - già secondo i primi rilievi - aveva inciso dei simboli transgender e antifascisti (anche con la frase, in italiano, "Bella Ciao") sulle munizioni di riserva, mentre altre di "scherno" sono state ritrovate sull'unico proiettile sparato.
Dopo la morte, però, non sono mancate reazioni vergognose con migliaia di utenti social che hanno minimizzato, giustificato se non addirittura in alcuni casi esultato e gioito per l'omicidio. In Italia, per esempio, il collettivo OSA e “Cambiare Rotta” hanno postato l’immagine di Kirk a testa in giù con la scritta “-1”. Un post vergognoso che ha suscitato l'indignazione anche della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni la quale ha replicato: «Questi sono i sedicenti antifascisti. Non ci facciamo intimidire». O ancora Roberta Parigiani (del Movimento Identità Trans) ha parlato di «karma», mentre la nota attivista Lgbt Cathy La Torre ha detto che «il clima che contribuisci a creare può travolgerti». Persino il Parlamento Europeo ha respinto un minuto di silenzio in sua memoria, giustificandosi con procedure formali.
Non si sono però fatte attendere altrettante reazioni di commozione, tristezza e anche di orgoglio. Una vera e propria marea di cordoglio e coraggio, come quello della moglie di Kirk, Erika, la quale in un discorso di sedici minuti alla nazione trasmesso online e dalle principali tv degli Usa, ha urlato al mondo intero: «Non permetterò mai che la sua eredità muoia. A tutti coloro che mi ascoltano stanotte - ha detto - attraverso tutta l’America, dico che il movimento che mio marito ha costruito non morirà. Diventerà più forte, più fiero e più grande che mai». E sembra proprio che questa ondata di orgoglio sia già in atto, poiché subito dopo il discorso della vedova Kirk, Turning Point USA ha ricevuto in meno di ventiquatt'ore oltre 18.000 richieste di iscrizione da parte di altrettanti giovani, come riportato dal New York Post. Una mobilitazione collettiva anche per quanto riguarda la solidarietà nei confronti di una famiglia distrutta. Sempre in poche ore, infatti, quasi 5 milioni di dollari sono stati raccolti per Erika Kirk e i suoi due bambini tramite la piattaforma GiveSendGo. «Il fatto che che questa raccolta fondi abbia avuto così tanta diffusione dimostra quanto profondamente la sua vita (di Charlie Kirk ndr) abbia avuto un impatto sulle persone e quanto fosse urgente il desiderio di sostenere la sua famiglia» ha dichiarato Heather Wilson, co-fondatrice e co-CEO di GiveSendGo.