08/09/2021 di Luca Marcolivio

Campagna contro la sessualizzazione dei minori. Di Noto: «Tutela dei minori tema trasversale, tutti dobbiamo collaborare»

L’unione fa la forza: terzo settore, volontariato, politica e privati cittadini dovrebbero essere tutti compatti almeno sul tema della tutela dei minori, perseverando ad informare su realtà molto crude, su cui però non si può dare mai nulla per scontato. Questo il senso e l’obiettivo della nuova campagna di Pro Vita & Famiglia contro l’ipersessualizzazione dei minori sui media.

A sottolineare l’intento della campagna è don Fortunato Di Noto, presidente dell’Associazione Meter, coinvolta anch’essa nel progetto e presente oggi (in collegamento da remoto) alla Conferenza Stampa di presentazione in Senato.

 

Don Fortunato, è partita la nuova campagna di Pro Vota & Famiglia. Qual è l’obiettivo stavolta?

«Quando si pensa a una campagna si pensa a una grande estensione di terra dove poter seminare, dove poter crescere e curare un seme, evitando che finisca soffocato dalle erbacce. Questa campagna mira a proteggere i più vulnerabili, i piccoli, i deboli: ci siamo resi conto che riguardo alla tutela dell’infanzia, ci sono buone intenzioni ma manca la pratica. I primi aspetti fondamentali della nostra campagna sono la sensibilizzazione, la promozione e l’educazione ad una vita bella, rispettosa e in grado di far crescere i bambini in un ambiente di tutela, protettivo, in modo da crescere buoni cittadini e, per quello che mi riguarda, anche buoni cristiani».

Qual è la realtà sulla pedofilia e sulla pedopornografia che Meter con Pro Vita & Famiglia vogliono denunciare?

«Ci siamo accorti, alla luce della nostra esperienza sul campo, che i bambini non sono tutelati nel migliore dei modi. La pedofilia e la pedopornografia credo siano – se c’è qualcuno che vuole smentirlo si faccia avanti! – un fenomeno globale, che raccoglie numeri che dovrebbero farci comprendere che, in alcuni casi, abbiamo fallito nella prevenzione e nel contrasto ai fenomeni pedocriminali. Questa campagna di sensibilizzazione andrebbe quindi a rigenerare quello che abbiamo dimenticato. Partiamo da numeri ufficiali, mai smentiti da alcuno: nel mondo ci sono circa 2 miliardi e 400mila di minori, di cui un miliardo e 300 milioni, sono vittime di trascuratezze, abusi sessuali, condizionamenti e abusi psicologici, induzione alla prostituzione, esposizione digitalizzata del proprio corpo attraverso i social. È evidente l’incapacità di intervenire e contenere questi fenomeni che poi sfociano nella colonizzazione ideologica e nel relativismo sessuale. Se a questo aggiungiamo che, solo in Europa, abbiamo tra i 18 e i 19 milioni di minori abusati sessualmente, la cosa ci pone delle domande. Se pensiamo che durante la pandemia, gli abusi sui minori sono esplosi in maniera vertiginosa, come confermato anche dai dati della polizia postale italiana e non solo, è impossibile pensare che non ci sia un’emergenza educativa in cui dobbiamo necessariamente intervenire. Se pensiamo al nostro impegno di Meter, con i numeri del Report 2020, che consiglio di andare a leggere, allora credo che non possiamo più tacere. Un impegno contro l’abuso sui minori e contro la pedofilia, contro la pedopornografia, contro il relativismo sessuale e la digitalizzazione del corpo esposto nel mondo dei social, non può che rientrare nella difesa della vita tout court».

Quanto è importante la sinergia tra le onlus davanti ad obiettivi così importanti?

«A Pro Vita & Famiglia siamo legati da molti anni da un percorso non solo di intenti ma anche d’azione. Stare a guardare e fare solo proclami non serve a nulla. La vita dei bambini è minacciata e condizionata anche dai percorsi pedagogici relativisti che vengono avviati nelle scuole. Ringrazio Pro Vita & Famiglia per l’audacia che ha sempre mostrato nell’affrontare queste tematiche. Tra Pro Vita & Famiglia e Meter l’alleanza è concettuale e, con questo progetto, speriamo di entrare nelle scuole, anche in punta di piedi ma con la massima chiarezza e determinazione. Chiunque voglia unirsi a Meter e a Pro Vita & Famiglia, sarà il benvenuto: se c’è un tema che dovrebbe unire tutti è la tutela dei diritti dell’infanzia. Se persino sulla difesa dei bambini, qualcuno volesse contrapporsi, allora c’è qualcosa che non va nel nostro sistema culturale. I bambini non si toccano, i bambini devono essere tutelati e protetti, i bambini devono essere educati a fare i bambini, non “adultizzati” o “erotizzati”. Con Pro Vita & Famiglia siamo accomunati da una visione comune per cui la vita non è mai uno scarto ma è bellezza: tutto questo fa la differenza. Credo che potremo arrivare a offrire un modello di collaborazione che potrà aiutare a salvare molti bambini. Come dico sempre, forse non arriveremo a salvarli tutti ma vale sempre la pena provarci».

La campagna è stata presentata in Senato, con la partecipazione di personalità istituzionali di rilievo. Che messaggio vuole rivolgere ai politici?

«L’adesione di un ministro della Repubblica, come Giancarlo Giorgetti, come anche quella della presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia, Licia Ronzulli, assume grande valenza e importanza e dovrebbe aiutare notevolmente la campagna. I bambini sono l’unica realtà che può unire in un impegno ben chiaro persone che si espongono non per una questione partitica ma istituzionale. La presenza di autorità politiche conferisce sicuramente credibilità al progetto. Questo potrà permettere che venga accolto e patrocinato da varie istituzioni. Stare dalla parte dei più vulnerabili aiuta a dare colore al grigiore ed è sicuramente la via giusta da percorrere».

 

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