14/12/2021 di Manuela Antonacci

Calum Miller, il medico che ha smascherato le bugie sugli aborti

Il medico e bioeticista dell'Università di Oxford Calum Miller, in uno studio pubblicato su Mdpi (un catalogo di riviste scientifiche che trattano diverse tematiche) e in un articolo sul Journal of Medical Ethics, ha voluto sottolineare la falsità della narrazione abortista, legata alle statistiche sugli aborti clandestini, con il fine unico di promuovere la legalizzazione dell’aborto.

Nel suo studio, Miller, mostra come nei paesi in cui l’aborto è stato legalizzato, la mortalità materna presenti dati più alti, rispetto ai paesi in cui l’aborto è ancora un crimine. Sarebbero dunque cifre gonfiate ad hoc, quelle diffuse dalle lobby abortiste, sia sul numero degli aborti clandestini, sia sulla loro incidenza sui casi di mortalità materna.

Una narrativa a cui siamo stati abituati anche qui in Italia, usata ad arte dai radicali, negli anni ’70 e che ha portato all’attuale legge in vigore, la 194 del 1978.

Il punto su cui insiste Miller, facendo riferimento soprattutto ai dati del Malawi, è se in questi casi l’aborto clandestino è comune. Non solo, si chiede anche se effettivamente provoca così tanti ricoveri o parliamo solo di una manciata di casi.

Il Professore indica ad esempio il caso di paesi come “il Ruanda, i Paesi Bassi e l’Etiopia, dove la mortalità o la morbilità da aborto è aumentata dopo la liberalizzazione”. Al contrario, sottolinea, in Paesi come il Cile e la Polonia la mortalità per aborto “ha continuato a diminuire dopo che l’aborto è stato criminalizzato”.

Quindi è tutto il contrario: la legalizzazione dell’aborto aumenta gli aborti. Non regge la scusa per cui la legalizzazione dell’aborto è finalizzata a salvaguardare la vita della donna.

Peraltro, a detta di Miller, l’aborto legale non impedisce nemmeno la nascita e la diffusione di cliniche abortive illegali. Vietare l’aborto, invece, molto spesso porta semplicemente le donne a non farvi ricorso, con l’unico effetto “collaterale” di salvare la vita del proprio bambino. Miller porta anche l’esempio delle leggi restrittive del Texas che hanno ridotto, da settembre a novembre, del 50% gli aborti nello Stato.

Ci sono stati poi casi di informazioni totalmente e volutamente false e falsate, afferma l’esperto, come è successo in Argentina, alla vigilia delle votazioni per la legalizzazione dell’aborto. Amnesty International, per esempio, ha diffuso la notizia che nel Paese fossero stati praticati almeno 400mila aborti clandestini all’anno oppure, nel caso del Malawi, Il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists britannico ha rimbalzato un dato diffuso dal Telegraph secondo cui 12.000 donne in Malawi morirebbero ogni anno a causa di aborti clandestini. Un’autentica bufala, considerato che l’ultima stima relativa alle morti materne in generale e non solo legate agli aborti clandestini sarebbe di 1.150 dunque enormemente inferiore a quella indicata sia dal The Telegraph sia dal Royal College.

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