28/06/2022 di Giuliano Guzzo

Boom di Lgbt. E se fosse una “moda”? Lo studio politicamente scorretto

E se il boom Lgbt tra i più giovani fosse un fenomeno anche sociale, non così dissimile da una moda? A sollevare questo interrogativo politicamente scorretto è stato nelle scorse settimane Eric Kaufmann, docente al Birkbeck College, Università di Londra. L’accademico ha infatti realizzato per conto del Center for the Study of Partisanship and Ideology Born This Way? The Rise of LGBT as a Social and Political Identity, una ricerca molto interessante e che mette in luce vari aspetti che meritano una riflessione.

In estrema sintesi, a partire dai dati americani della General Social Survey (GSS) ma non solo, Eric Kaufmann ha osservato come, se da un lato è indubbio come sempre più ragazzi e ragazze dichiarino un’identità sessuale Lgbt, dall’altro vi sono degli elementi che, pur non dimostrando in modo attaccabile nulla, sembrano spiegare molto di tale crescita, che da qualche anno a questa parte ha preso ad essere davvero rilevante.

In primo luogo, l’accademico ha notato che i giovani Lgbt non sono equamente suddivisi in tutti gli istituti scolastici; egli ha notato che, se in ogni scuola gli studenti «non eterosessuali» sono più o meno la stessa quota, l’eccezione sono i Liberal Arts Colleges, «dove il 38% degli studenti si identifica come Lgbt, una quota significativamente più alta, che resiste anche tenendo sotto controllo i fattori di genere, razza e ideologia».

Dato che nessuno pensa che le persone «non eterosessuali» siano più portate per un certo tipo di scuola, rispetto alle altre – e allo stesso modo è da escludere nel modo più assoluto che sia il tipo di scuola, in quanto tale, a far insorgere una identità sessuale -, viene da pensare che, semplicemente, presso determinati ambienti, come i Liberal Arts Colleges, prevalgono atteggiamenti politici e ideologici, essenzialmente di matrice liberal, favorevoli verso le istanze arcobaleno.

In effetti, si è visto proprio questo: se la quota Lgbt tra gli studenti conservatori (sotto i 30 anni) va dal 5 al 14%, tra quelli «di centro» sale dal 10 al 19%, per poi letteralmente esplodere in quelli «molto liberal», arrivando dal 34 fino al 49%. Che più che una vera e propria attrazione, però, questa possa essere una moda, è suggerito anche da un altro elemento: spesso e volentieri dichiararsi «non eterosessuali» non comporta, per i giovani, avere nel concreto esperienze sessuali, per così dire, non convenzionali.

Per fare un esempio, Kaufmann ha messo in luce come la maggior parte di questi studenti che si dicono Lgbt – molti dei quali si dichiarano bisessuali - non ha effettivamente avuto partner sessuali dello stesso sesso negli ultimi cinque anni. Considerando che, spesso, si tratta giovani che frequentano ambienti scolastici ben popolati di coetanei che a loro volta si dicono «non eterosessuali» e quindi alieni da condizionamenti morali di sorta, ecco, il dato è sicuramente singolare. Non è finita.

I dati di questo studio evidenziano anche un altro elemento meritevole di riflessione, e cioè che, per molti giovani, forti atteggiamenti ideologici di sinistra e l’annessa identificazione Lgbt sono sovente associati a problemi di salute mentale come ansia e depressione. «I giovani americani molto liberal hanno il doppio delle probabilità di incontrare questi problemi rispetto ad altri», spiega Kaufmann. In effetti, risulta che 27% dei giovani americani con ansia e depressione erano Lgbt. La percentuale di giovani che si sono descritti come «non troppo felici» è salita a ben oltre il 40% tra le persone Lgbt.

Tutta colpa, questo diffuso e più accentuato malessere, dello stigma sociale ai danni dei giovani che si dicono «non eterosessuali»? C’è chi lo penserà, senza dubbio. Eppure la gran mole di informazioni messa a nostra disposizione dallo docente del Birkbeck College suggerisce altro. Soprattutto, ci mette in guardia da risposte comode e politicamente corrette dinanzi ad un fenomeno, quello del boom dei giovani Lgbt appunto, che pare avere molte più spiegazioni sociologiche e ambientali di quanto si sia finora pensato.

 

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