06/12/2021

Bologna, la denuncia di Di Benedetto: «Violenza contro le donne andrebbe affrontata insieme, ma il Pd preferisce l’ideologia»

Il Consiglio Comunale di Bologna, a maggioranza Partito Democratico, ha approvato un testo per contrastare la violenza sulle donne. Un’iniziativa, in apparenza, lodevole, ma per la quale abbiamo ricevuto il grido d’allarme del consigliere Matteo Di Benedetto, in quanto il testo conterrebbe riferimenti ideologici e pro-gender.

 

Nell’ultima seduta di Consiglio Comunale a Bologna l’argomento principe è stato il contrasto alla violenza contro le donne, ma non siete riusciti a votare uniti sul tema. Cosa è successo?

«Purtroppo la sinistra ha dimostrato un interesse relativo al tema. Diversamente, avrebbe proposto un testo unitivo, o avrebbe accettato i nostri emendamenti al loro. Invece, non solo hanno proposto un testo che presentava contenuti ideologici, come riferimenti all’identità di genere, ma hanno anche rifiutato gli emendamenti che vi ho proposto e l’alternativa messa in campo. L’unica opzione accettabile, dal loro punto di vista, era il loro testo così com’era».

Quale era la vostra proposta?

«La proposta che ho strutturato era semplice e realizzabile: aggiungere l’1522, il numero di emergenza nazionale antistalking e antiviolenza, e i contatti dei centri antiviolenza locali, sugli scontrini delle farmacie comunali e, in un secondo momento, delle private, dialogando con le proprietà. Un’azione pratica per dare seguito alle parole che vengono sempre spese su questo tema. Purtroppo alla sinistra non piace passare dalle parole ai fatti e lo hanno rimandato a data da destinarsi».

E i vostri emendamenti al loro testo? Perché sono stati respinti?

«Coi nostri emendamenti volevamo perimetrare in maniera corretta il contenuto del loro testo, che poteva avere un senso positivo, togliendo ogni riferimento che desse spazio all’ideologia di genere. Il timore era che volessero usare la lotta contro la violenza sulle donne, una battaglia giusta, per traghettare altre istanze non condivisibili di carattere ideologico. La risposta è stata sorprendente. Hanno ammesso candidamente che l’obiettivo era superare il binarismo uomo-donna, mettendo dentro la fluidità di genere. Per questa ragione non potevano accettare i nostri emendamenti, frutto di una mentalità “eteropatriarcale”».

Il risultato finale quale è stato?

«I nostri emendamenti sono stati bocciati, il nostro testo rispedito al mittente. Il loro, ineludibilmente segnato dall’ideologia, approvato dalla maggioranza. La sinistra, quella cattolica compresa, ha dichiarato a Bologna che il binarismo uomo-donna è da superare e che loro vogliono andare in questa direzione.  Ovviamente non abbiamo potuto votare quel testo. È stata un’occasione persa per andare uniti su questo tema e la sinistra ha dimostrato di tenere più a posizioni ideologiche che a battaglie concrete e trasversali come questa».

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