05/06/2020 di Manuela Antonacci

Baby Leah, il “miracolo prematuro” ai tempi del coronavirus

I miracoli accadono anche in questi tempi funesti: stiamo parlando di quanto accaduto alla piccola Leah, soprannominata il “miracolo prematuro”.

Siamo a New York, presso il Mineola Hospital, e la sua nascita è stata considerata un doppio miracolo. E’ venuta alla luce, prematura di 11 settimane, mentre sua madre era in coma perché stava combattendo il coronavirus, proprio in quel momento"! Non solo, la sua nascita è coincisa anche con il risveglio dal coma della mamma.

Nata l'8 aprile con un taglio cesareo, Baby Leah, era ovviamente decisamente sottopeso ma, inaspettatamente, quando è stata dimessa dall'ospedale, in cui era stata ricoverata mercoledì scorso (peraltro prima del termine previsto) aveva quasi raddoppiato il suo peso. Paradossalmente sua madre, Adriana Torres, ha scoperto di avere una bambina solo dopo essere uscita dal coma, insomma decisamente un bel risveglio!

Inoltre questo miracolo di guarigione vissuto dalla donna ha coinciso anche con il suo quarantunesimo compleanno. Insomma una storia in cui la vita trionfa decisamente. Presto la donna ha potuto tornare a riabbracciare la sua bambina, molto prima del termine previsto per i neonati prematuri, peraltro.

Una vicenda che stride fortemente con la strage di innocenti compiuta ultimamente da alcuni enti che si occupano di “pianificazione familiare”: in particolare il riferimento è a SIDA (Styrelsen för internationellt utvecklingssamarbete) agenzia statale per la cooperazione allo sviluppo svedese e DKT International, entrambe le organizzazioni si sono vantate di aver evitato 1 milione e 200mila gravidanze e di avere praticato 1 milione e 600mila aborti.

Una vera e propria ecatombe portata avanti con la scusa di evitare o prevenire i danni del coronavirus, ma che convince molto poco dato che, molti studi scientifici, basati su casi reali, hanno dimostrato, come anche il caso a cui abbiamo appena fatto riferimento, che i bambini, nel grembo materno, non vengono contagiati da questo tipo di virus e nella stragrande maggioranza dei casi nascono sanissimi.

Dunque priorità, sempre, alla vita nascente: un miracolo che, come dimostra anche il caso di Leah, spesso genera altri, inaspettati, miracoli.

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