11/09/2019

«Ascolta le donne!», lo slogan pro aborto tradito dagli stessi abortisti

“Silent No More” è un nuovo sito web che raccoglie il grido inascoltato di donne che sono state imbrogliate dalla propaganda abortista, che sono cadute nel suo tranello e che ora vogliono condividere la loro storia, affinché altre donne non soffrano come loro per lo stesso motivo, come spiega un articolo di Life News.

Eppure, tutti noi abbiamo sentito almeno una volta i sostenitori dell’aborto gridare ai pro life: «Ascolta le donne, non ti importa di quanto soffrono?». Ecco, questo stesso grido, che usano per mostrarci come insensibili oppositori delle libertà altrui, tante donne, invece, lo vorrebbero rivolgere proprio a loro.

«Gli aborti dovevano risolvere i miei problemi e permettermi di andare avanti con la mia vita. Invece, mi hanno trascinata in un profondo abisso che mi ha tenuta prigioniera per oltre trent’anni», scrive Cheryl.  Oppure Angela: «Vedo il mio primo figlio e mi chiedo così spesso: “E se l'avessi abortito?” È una sensazione terrificante. Morirei difendendo mio figlio. Perché non ho difeso la vita di mio secondo figlio? Vivere una vita di rimorso […] è molto peggio che vivere con le difficoltà».

E poi Tamra: «Mi sono resa conto che l'aborto non solo ha tolto la vita a mio figlio; ha anche creato questo buco nel mio cuore che non guarirà mai completamente. Ora mi rendo conto che l'aborto non è la risposta; è il problema».

«Appena ho lasciato Planned Parenthood ho subito avvertito i peggiori dolori di stomaco della mia vita.  Quattro giorni dopo, sono andata al pronto soccorso per quanto stavo sanguinando. È risultato che avevo un'infezione. Hanno fatto un'ecografia e più di tre quarti del bambino erano ancora dentro di me. […] Il dottore mi ha informato che se non fossi andata la mattina seguente per subire un'altra procedura per farlo rimuovere, sarei potuta morire. […] È possibile che l'infezione mi impedirà di avere figli in futuro», racconta Jules.

Per non parlare di Diana: «I miei sintomi fisici sono iniziati subito, non ho smesso di vomitare e sanguinare per molto tempo. Ho avuto un'infezione dopo l'altra. Continuavo a chiedermi perché qualcuno non mi avesse detto cosa mi sarebbe successo. Non mi è stato detto che sarei stata così male. Sangue e vomito durarono un mese. Mi sentivo come se stessi morendo».

Tutte queste e tante altre donne sono state aiutate dai pro life a superare il trauma dell’aborto e ad iniziare una nuova vita. Chi prometteva loro libertà ed emancipazione, le stava solo spingendo in un baratro.

 

di Luca Scalise

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