23/07/2025 di Salvatore Tropea

Arriva l’app per verificare l’età online: può essere una svolta per la tutela dei minori?

La Commissione Europea ha annunciato il lancio di un progetto pilota che può rappresentare un punto di svolta nella protezione dei minori dai contenuti inappropriati su internet, in particolare dalla pornografia online. Per la prima volta, infatti, verrà testato in Europa un sistema tecnologico standardizzato per la verifica dell’età degli utenti sulle piattaforme digitali. Un’innovazione che si prefigge di proteggere i più piccoli senza compromettere la privacy, grazie a una nuova app capace di certificare che un utente ha più di 18 anni senza rivelare ulteriori dati personali. Il progetto, definito dalla stessa Commissione come un “gold standard” per la sicurezza online, è stato presentato lo scorso 14 luglio dalla vicepresidente Henna Virkkunen nell’ambito dell’attuazione del Digital Services Act (DSA), la normativa europea sui servizi digitali.

Un progetto pilota con l’Italia protagonista

Il cuore del progetto è un’applicazione sviluppata in modalità open source, capace di garantire la riservatezza dei dati personali e, al tempo stesso, bloccare l’accesso dei minori a contenuti destinati esclusivamente agli adulti. Il prototipo consente di generare una prova anonima che certifica la maggiore età, senza che la piattaforma o soggetti terzi possano conoscere l’identità, la data di nascita o altre informazioni sensibili dell’utente. La fase di sperimentazione inizierà con cinque Paesi europei: Italia, Francia, Spagna, Grecia e Danimarca. L’Italia, in particolare, sarà coinvolta anche nel processo di personalizzazione nazionale, probabilmente con l’integrazione dell’app nei sistemi di identità digitale esistenti come SPID o CIE. I test sono cominciati a fine giugno 2025, dureranno sei mesi e saranno coordinati nel nostro Paese dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). La sperimentazione include anche le principali piattaforme digitali e i fornitori di contenuti per adulti, che saranno invitati ad aderire per testare l’efficacia del sistema.

Una roadmap europea per la protezione dei minori

Nei prossimi mesi il progetto verrà progressivamente migliorato e dotato di nuove funzionalità. In parallelo, proseguiranno i test con le piattaforme e gli utenti finali, anche con il supporto dei centri dell’UE per un Web più sicuro. Al termine della fase pilota, la Commissione diramerà agli Stati membri delle strategie su misura, affinché l’app possa essere integrata nei portafogli digitali nazionali o distribuita come applicazione autonoma. L’obiettivo finale è l’interoperabilità con il futuro Portafoglio Europeo di Identità Digitale (EUDIW), previsto per la fine del 2026. Anche altri usi, come la verifica dell’età per l’acquisto di alcolici, potrebbero essere inclusi in futuro. Il sistema garantirà sempre lo stesso livello di privacy: ogni verifica dell’età sarà unica e non riutilizzabile, evitando qualsiasi possibilità di tracciamento o profilazione degli utenti.

Un’app figlia del DSA, ma rimangono le sue criticità

Il progetto di verifica dell’età nasce all’interno del quadro normativo del Digital Services Act, una legge che mira a regolamentare i servizi digitali e tutelare i diritti degli utenti. L’articolo 28 del DSA impone espressamente alle piattaforme accessibili ai minori di garantire alti standard di sicurezza e tutela della vita privata. Se da un lato Pro Vita & Famiglia ha spesso criticato il DSA per le sue ambiguità normative e il rischio di censure ideologiche sotto la bandiera della “moderazione dei contenuti”, dall’altro non si può non riconoscere il valore di questa specifica misura, che finalmente interviene su uno dei fronti più trascurati dell’epoca digitale: la facilità con cui i minori accedono a contenuti pornografici e ipersessualizzanti. In questo caso, la Commissione Europea ha colto un’urgenza reale, indicando non un principio astratto, ma una soluzione concreta e applicabile che, se ben attuata, potrà salvaguardare l’innocenza dei bambini e tutelare le famiglie da un’aggressione continua e sistematica.

Un primo passo importante

Questa notizia, dunque, è un passo positivo per Pro Vita & Famiglia. Da anni, infatti, la onlus denuncia la facilità con cui i bambini possono trovarsi, con un semplice click, davanti a video pornografici, contenuti ipersessualizzanti, addirittura pedopornografici o comunque sessualmente espliciti e scabrosi. Già da diversi anni, con la petizione “Proteggiamo i minori dal porno online, l’associazione ha chiesto con forza alle istituzioni di adottare sistemi di verifica dell’età obbligatori ed efficaci. Sono inoltre stati lanciati convegni e incontri pubblici, affissioni e raccolto migliaia di firme per contrastare una vera e propria emergenza educativa e sociale. Allo stesso modo, attraverso la Campagna "Piccole vittime invisibili", la onlus ha documentato e denunciato come l’ipersessualizzazione dei bambini sia ormai sistemica, favorita da contenuti accessibili ovunque, dalla normalizzazione della pornografia e dalla mancanza di barriere digitali. Il fatto che finalmente si stia passando dalle parole ai fatti, adottando una tecnologia pensata per proteggere davvero i minori, rappresenta un primo passo concreto nella giusta direzione. Se ben implementato e sostenuto da un’efficace sinergia tra autorità, famiglie e piattaforme, questo sistema potrebbe diventare un argine reale contro la deriva culturale e morale che ogni giorno mina la dignità e la libertà dei più piccoli.

 

 

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